
Premessa
Questo sito è stato costruito da me e ne curo tuttora la manutenzione perché sono un grande appassionato di informatica sin dai tempi del mitico PC Intel i486 e il suo ancestrale MS-DOS. Ho scelto la piattaforma di WordPress che considero tra le migliori del mondo. Di proposito il tema di sfondo è il più minimalista possibile per non distogliere l’attenzione dei lettori dal contenuto. A differenza degli articoli che descrivono alcuni dei miei tantissimi viaggi, “Milano e San Babila nel Cuore” vi parla della nostra militanza politica dal 1967 al 1980, come pure della mia gioventù e degli incarichi militari di carattere riservato. Fu quello un periodo magnifico e complesso, di notevoli responsabilità e di cui ora, vista la mia età, posso in parte parlare liberamente. Mi onoro di averlo vissuto con dedicato impegno a fianco del mio più grande, affezionato, insostituibile e fedele amico di sempre.
Le musiche classiche, le canzoni e i racconti di gioventù che via via troverete, hanno avuto per me e per i camerati del mio gruppo un significato che si riconduce alla nostra storia, agli indimenticabili momenti passati insieme e ai forti vincoli che ci hanno unito. Spiegare tale significato risulterebbe a volte troppo lungo e complicato. Recentemente ho voluto riorganizzare gli archivi media, rendendone più completa e più chiara la descrizione. Se cliccate sull’apposito link si aprirà una nuova finestra dove sarà possibile visualizzarli o effettuarne il download.
L’articolo è suddiviso in sei pagine per ridurre i tempi di risposta e velocizzarne il caricamento sul Web.
Seguono i rispettivi titoli:
Pag. 1 —– Introduzione – Foto – Rio, Milano
Pag. 2 —– R.S.I. – Milano militanza primi tempi – J. Evola – J. V. Borghese
Pag. 3 —– San Babila primi tempi – Omaggio ai camerati più cari – Io, foto di gioventù
Pag. 4 —– La mia storia a Milano – Arrivo a Rio de Janeiro
Pag. 5 —– I miei tempi “Riservati” – Gianni Nardi – Riflessioni sui “Servizi” – Camerati
Pag. 6 —– Roma – Camerati, amici, famiglia – Morte e Mitologia Germanica – Omaggio finale
Alla fine di ogni capitolo cliccate sul link “Pagine”, sotto i pulsanti di condivisione, per accedere a quello successivo.

Forse alcuni di voi hanno già sentito parlare di me, tanti altri certamente no, ma non temete, non intendo annoiarvi con noiose presentazioni o aneddoti di scarso rilievo che non interessano proprio a nessuno, mi atterrò quindi solo ai fatti e alle informazioni più essenziali. Nell’ottobre del 1952 nacqui a Milano da papà italiano e mamma inglese che di comune accordo vollero chiamarmi John, abito a Rio de Janeiro dal 1980, l’anno in cui decisi di lasciare l’Italia e andarmene lontano da chi ormai da troppo tempo mi impediva di seguire liberamente il mio cammino. Per certi versi la mia è stata una vita che nemmeno i familiari più intimi hanno conosciuto davvero a fondo, con un po’ di pazienza e al momento opportuno ne capirete il perché, continuo a viverla intensamente nonostante l’età e questo mi rende alquanto orgoglioso.
Sono sempre stato restio a spartire con estranei qualsiasi stato d’animo o pensamento, una tendenza che riflette il mio egocentrismo, la mia riservatezza e la mia naturale propensione a provare disagio nei confronti di gruppi sociali di cui non conosco appieno i componenti. Si spiega quindi da sé il motivo che mi ha spinto a dedicare questo sito al mio caro fratello e ai pochissimi, fidati amici che mi hanno dimostrato incessantemente il loro incondizionato affetto, che mi hanno accettato per quello che sono, appoggiandomi nei momenti in cui cercavo di staccarmi da una opprimente realtà quotidiana.
Al mitico Liceo Parini ho imparato ad esprimermi con un certo stile e una discreta proprietà di linguaggio, ragione per cui non mi è mai stato arduo mettere su carta ogni mio pensiero. Mi cimentavo spesso e volentieri con i temi assegnati da professori che avrebbero poi fatto storia nel mondo della scuola e dei quali oggi, perlomeno in Italia, si sente tanto la mancanza, non perché i docenti attuali manchino di capacità o di competenza, ma piuttosto per la loro patologica e cocciuta ostinazione nel volere a tutti i costi ignorare quei sacri e nobili valori spirituali che purtroppo giudicano oltrepassati o che comunque ritengono non valga la pena insegnare. Proprio ai tempi del ginnasio risalgono i miei primi approcci con “La Rivolta contro il mondo moderno” di Evola. Seguirono naturalmente tantissime altre letture, ahimè anche Marx, Engels, Lenin e compagnia, d’altronde se vuoi annientare un nemico mortale devi imparare innanzitutto a conoscerlo a fondo, ma fu il grande filosofo della Tradizione che alla fine risultò fondamentale per la mia formazione ideologica.
Da diversi anni ormai giro per il mondo, visitando e conoscendo paesi, città e differenti culture, è facile quindi comprendere il perché delle mie cronache e delle varie fotografie, anche se per questione di spazio e per non risultare troppo monotono qui ne troverete solo alcune fra le tante.
Non ho proprio la minima difficoltà ad ammettere di essere andato fuori tema nelle pagine che seguono alle foto di Milano, l’ho fatto solo in omaggio a voi carissimi e coraggiosi camerati, presenza costante sul fronte di lotta nella nostra agitata e violenta città degli anni ’70. Penso sia stata una divagazione necessaria perché di tutti i miei innumerevoli viaggi all’estero, molti furono conseguenza non solo di una lunga carriera sportiva, ma certamente anche del mio forte e assiduo impegno politico.
Più avanti avrò modo di tornare a parlare della nostra San Babila e delle giornate che ci cambiarono per sempre, qui mi basti dire che il loro ricordo continua a suscitare in me sentimenti tra i più travolgenti e difficili da dominare. Quei giorni in realtà furono solo nostri, ci appartengono intimamente, li abbiamo vissuti insieme, noi contro tutti, con le stesse certezze e con le stesse speranze. Per questo ho reputato doveroso narrarne alcuni episodi tra i più rilevanti, se non altro per rendere loro omaggio o magari solo per tutelarne la memoria.
Ho dunque accolto la vostra richiesta di pubblicare, oltre a queste mie lontane rimembranze, anche alcune foto di gioventù e parte dello scritto con cui ho voluto commemorare l’anniversario del ’68 e della nostra storia, a mezzo secolo dal suo inizio. Esso è apparso su altri siti, molto più pertinenti all’argomento trattato, ma lo riporto ugualmente qui con piacere.
Gli anni di una lunga e burrascosa militanza politica hanno stravolto radicalmente il corso della nostra esistenza, tanto da spingere alcuni di noi all’esodo e alla ricerca di nuovi lidi, spesso davvero lontani. Abbiamo lottato strenuamente, sofferto, gioito e sperato, fedeli al nostro Ideale e uniti più che mai dai vincoli inscindibili di una profonda amicizia.
Miei carissimi camerati, se potessi sfidare il tempo e tornare ai giorni che furono, rivivrei senza esitare, per filo e per segno, ogni ora e ogni minuto trascorso insieme: uno per tutti, tutti per uno! Solo voi mi avete capito e stimato. Solo voi mi avete voluto bene sul serio, risparmiandomi falsi sorrisi e la velata ipocrisia degli elogi esagerati o non sinceri. Con voi solamente sono riuscito a vivere la mia vita così come la sognavo, infine padrone di me stesso, libero finalmente di decidere di me, del mio presente e del mio avvenire. Ve ne sono tanto grato.
Che dire allora del nostro passato? Non pretendiamo ovviamente di essere ricordati, capiti o giustificati, né proprio ci interessa esserlo. Ricordi pure chi vorrà ricordare, capisca chi vorrà capire. Fu così che scegliemmo di vivere la nostra dorata giovinezza, sovente ribelle, nondimeno epica e bellissima, ne siamo fieri e non potremo mai rinnegarla.
Prima di concludere, vorrei rivolgere un ringraziamento molto speciale alla città di Roma che tanto mi ha dato, sia per gli indimenticabili amici che a Roma ho conosciuto, sia per i suoi immensi valori storici e culturali che così significativamente hanno temprato la mia mente ed il mio spirito. Grazie Roma, grazie da parte di un milanese che ti avrà in eterno nel cuore.
Non mi resta dunque altro da aggiungere, se non lasciare alle immagini e alle parole che seguono il compito di raccontare un po’ di me e un po’ di noi, sempre in giro per le impervie strade di questo nostro grande … piccolo mondo.
John

Innamorati a Milano
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“Ricordi di freddi inverni e primavere lungamente attese. Nostalgia di Milano, incredibile e impossibile, sempre cara e mia, per sempre città del mio cuore”

Samba do Avião
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“Pôr do sol em Copacabana. Verão que nunca acaba. Doce lembrança da minha chegada no Rio, cidade de sol, de céu e de mar, cidade da eterna juventude.”

ALLA NOSTRA AMATA PATRIA ITALIA.
ALL’ITALIA CHE VORREMMO, MA CHE NON È.

Inno di Mameli
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![2june2006_272[1]](https://i0.wp.com/johnpezza.com/wp-content/uploads/2018/01/2june2006_2721.jpg?resize=640%2C853&ssl=1)



Le nostre forze armate rappresentano ciò che ancora rimane di un’Italia d’altri tempi, quando l’ordine non lasciava spazio all’anarchia e i valori della Tradizione cercavano di imporsi al materialismo, al malcostume e al populismo più aberrante.
Vorrei citare a questo proposito una frase del grande Indro Montanelli, tratta dal suo libro “Storia di Roma”.
È bene meditarci sopra.
“Forse uno dei guai dell’Italia è di avere per capitale una città sproporzionata, come nome e passato, alla modestia di un popolo che quando grida «Forza Roma!», allude soltanto a una squadra di calcio.”
Chissà che un giorno, la nostra Patria non rinverdisca il suo passato e torni a far parte di un mondo più pulito e spiritualmente più elevato.

Io, con una maglietta dell’esercito brasiliano. Ma quella a cui tenevo di più me l’aveva regalata il carissimo amico e camerata Gianni Nardi, agli indimenticabili tempi della sua gloriosa “Folgore”. Purtroppo si è consumata nel tempo.


In giro per il mondo


No, non sono in tram! Svizzera – Funivia Rigi



Brasile, Foz do Iguaçu. Le celeberrime cascate.



L’ entrata del leggendario Maracanã
Sono forse in pochi a sapere che il suo nome ufficiale è “Estádio Mario Filho”. Mario Filho fu un famoso giornalista degli anni ’50 che si impegnò con i suoi articoli per convincere le autorità cittadine che era necessario costruire un nuovo impianto sportivo, degno del campionato del mondo che si sarebbe tenuto appunto a Rio, nel 1950. Quando fu inaugurato, aveva una capienza di 200.000 spettatori ed era il più grande del pianeta. Qual è dunque il significato di Maracanã? Si tratta di un piccolo pappagallo (Primolius maracana) di colore verde-oro, molto comune nei cieli di Rio de Janeiro che a differenza dei suoi simili di dimensioni maggiori ha un’autonomia di volo molto superiore. Ma la sua caratteristica principale è il verso altissimo e stridulo che segnala a tutti la sua presenza, specialmente quando vola in stormo. Ve ne erano moltissimi nella zona dove fu costruito lo stadio e per questo motivo la gente cominciò a chiamarlo così.

Rio, Rio, per sempre Rio.

La foto è stata scattata in luglio, in pieno inverno. A Rio, d’estate, 31° sono una bazzecola.
Le tre piazze più famose di Milano. La terza, San Babila, per tutti noi certamente molto significativa.
Rio de Janeiro, la città dove vivo. Spiaggia d’Ipanema
![ipanema-2-[1]](https://i0.wp.com/johnpezza.com/wp-content/uploads/2018/01/ipanema-2-1.png?resize=720%2C360&ssl=1)
Milano occupa il posto d’onore nel mio cuore. Mi Sembra dunque giusto e doveroso cominciare con la mia città.
Milano, una delle recenti visite.
Di Milano potrei parlare e scrivere all’infinito. L’amore per la mia città, la città dove sono nato e dove sono diventato adulto è incommensurabile. Ne conosco gli angoli più reconditi, amo con pari intensità il suo fascino eclettico come pure la sua razionalità nell’interpretazione estetica dell’urbano, amo il suo clima impossibile e tutto ciò che solo a un milanese è concesso amare e comprendere. Ho limitato quindi le seguenti fotografie al minimo indispensabile, perché Milano, in fin dei conti, ce l’ho tutta nel cuore e nei miei ricordi.
Foro Buonaparte
Castello Sforzesco
Via Dante
Via Dante

Piazza del Duomo. Agosto a Milano ti fa odiare l’estate.









