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MACEDONIA – SKOPJE

SKOPJE

La città di Skopje con più di un quarto della popolazione del Paese, è il centro politico, culturale, economico ed accademico della nazione. Conosciuta al tempo dei romani sotto il nome di Scupi, la città si è sviluppata rapidamente dopo la seconda guerra mondiale, ma questa crescita venne interrotta nel 1963, quando fu colpita da un disastroso terremoto.

Si trova lungo il corso superiore del fiume Vardar (Assio) e su una delle strade principali dei Balcani tra l’Europa centrale ed Atene. È un centro principale per le industrie metalmeccaniche, chimiche, tessili, di stampa e concerie, ma ha sofferto molti fallimenti dal 1991. Lo sviluppo industriale della città è stato accompagnato dallo sviluppo del commercio e del settore bancario, così come nel campo della cultura e dello sport. Skopje è anche un mercato di prodotti agricoli e zootecnici. L’università risale al 1949, quindi la città è anche un importante centro culturale nell’ambito della Repubblica. Ospita uno dei due aeroporti dello stato.

Ebbe origine da un insediamento illirio, Scupi, conquistato dai Romani e centro importante prima della Dardania e poi della Mesia. Per la sua posizione strategica sotto Augusto fu sede di una fortezza legionaria. Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, Skopje cadde sotto il dominio bizantino e a Tauresio, a 20 chilometri dalla città, nacque Giustiniano, uno degli imperatori che resero grande Costantinopoli.

La prima volta che la visitai ricordo quanto fui colpito dall’allegria e dal senso di ospitalità dei suoi abitanti. Alcuni la definiscono “una delle capitali più kitsch del pianeta”, ma poco importa, quando ci torno riesce ad avvincermi sempre di più.

PIAZZA MACEDONIA

Piazza Macedonia, la più centrale e la più famosa della città.

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Piazza Macedonia – Alle mie spalle la statua di Alessandro il Grande.

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Alessandro il Grande

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Piazza Macedonia – L’edificio bianco di stile neoclassico ospita il Museo di Archeologia. Il ponte che si intravede davanti al museo è il famoso “Ponte di Pietra”, uno dei monumenti storici più importanti della città, costruito nel quindicesimo secolo sotto la dominazione ottomana e oggi interamente pedonale.

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Alle mie spalle una veduta parziale del Museo della Lotta Macedone. A sinistra il “Ponte di Pietra”.

Il Parlamento

A sinistra il Teatro Nazionale, a destra il Museo della Lotta Macedone

Il Memoriale dell’Olocausto per gli ebrei della Macedonia è un monumento commemorativo all’olocausto dei 7.148 ebrei della Macedonia del Nord e alla storia degli ebrei nei Balcani

Museo della Città di Skopje

Fondato nel 1949, è situato in una ex stazione ferroviaria che fu parzialmente distrutto nel terremoto del 1963 . Il museo ospita esposizioni permanenti che rappresentano la storia di Skopje, dai primi insediamenti registrati intorno al 3000 aC ad oggi. L’orologio è fermo alle 18:17, orario che segna il momento esatto dell’inizio del terribile terremoto del 1963 che praticamente distrusse la città.

Il Teatro Nazionale

Fortezza di Skopje

La fortezza di Skopje è un imponente complesso di carattere militare che domina il centro cittadino della capitale della Repubblica di Macedonia. La struttura sorge su un colle posto lungo la sponda sinistra del fiume Vardar, presso il quartiere del vecchio bazar. La fortezza è uno dei simboli di Skopje, tanto da venire rappresentata nello stemma cittadino. L’attuale fortezza fu costruita a partire dal VI secolo con materiali di recupero, principalmente calcare e travertino, proveniente dalle rovine della città romana di Scupi, distrutta da un terremoto nel 518.

Fortezza di Skopje

Croce del Millennio

La Croce del Millennio è una struttura situata sulla cima del monte Vodno. Costruita per servire da monumento ai 2000 anni di cristianesimo in Macedonia del Nord e nel mondo, con i suoi 66 metri di altezza, oggi è una delle croci più alte della Terra. La costruzione della croce è iniziata nel 2002 ed è stata finanziata dalla Chiesa ortodossa macedone, dal governo macedone e dalle donazioni dei macedoni di tutto il mondo. La croce fu costruita sul punto più alto della montagna di Vodno in un luogo conosciuto fin dai tempi dell’impero ottomano come “Krstovar”, che significa “luogo della Croce”, poiché in quel luogo si trovava una croce più piccola.

Piazza Macedonia – Statua di Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro il Grande.

Un nuovo complesso di statue dedicato a sconosciuti eroi macedoni è l’ultima aggiunta al massiccio rinnovamento architettonico sponsorizzato dal governo della capitale, noto come Skopje 2014.

Omaggio ai fondatori dell’organizzazione rivoluzionaria clandestina IMRO, movimento nazionale bulgaro. È il più vecchio partito nazionalista della Bulgaria.

Monumento ai bambini rifugiati macedoni – Ricorda l’evacuazione dei bambini macedoni nell’Europa orientale comunista (Jugoslavia) durante la guerra civile greca dal 1946 al 1949.

La Moschea “Murat Pasha”

Costruita nel 1436. L’insolita forma a 3 navate della basilica e il soffitto piatto (invece delle cupole) è dovuta al fatto che fu costruita (o adattata) sul monastero di San Giorgio, il monastero principale di Skopje prima dell’arrivo dei turchi. Sorge su un altopiano vicino alla torre dell’orologio. Le fortificazioni del monastero si trovano ancora attorno all’altopiano.

Il Vecchio Bazar di Skopje

Chiesa di San Clemente

Slavko Brezovski è stato uno degli architetti macedoni più talentuosi dell’epoca moderna. Progettò e costruì edifici modernisti nella Jugoslavia socialista. L’Ambasciata Jugoslava a Brasilia nel 1961 è il suo progetto. È stato ispirato da Oscar Niemeyer in Brasile e Kenzō Tange durante la pianificazione di Skopje dopo il terremoto di Skopje del 1963. Brezoski è stato uno dei più importanti professionisti durante il periodo di massimo impatto del Brutalismo sull’Architettura della Repubblica di Macedonia. Una delle sue opere più note è la Chiesa di San Clemente di Ohrid a Skopje.

La costruzione di questa chiesa iniziò nel 1972.

Veduta dello splendido interno della chiesa

La cupola centrale ha una superficie di 650 m². Per la prima volta al mondo, Gesù Cristo è dipinto su una superficie di 70 m².

Statua di Madre Teresa

La statua di Madre Teresa è dedicata alla famosa matriarca di Skopje, nata come Gondza Bojadziu nel 1910. Un simbolo di ispirazione e spiritualità. La statua si trova sulla stessa strada dove fu battezzata Madre Teresa.

La Casa-Memoriale di Madre Teresa

La casa-memoriale di Madre Teresa è dedicata al premio umanitario e premio Nobel per la pace Madre Teresa. Si trova nella sua città natale, Skopje, nella Macedonia settentrionale, dove visse dal 1910 al 1928.

La costruzione della casa è iniziata nel maggio 2008. Il progetto è stato finanziato dal governo della Macedonia e realizzato dal Ministero della Cultura. È una versione moderna e trasformata della casa natale di Madre Teresa con un carattere multifunzionale. All’interno della casa sono conservate parte delle sue reliquie, che sono state trasferite a Skopje con il sostegno della Chiesa cattolica romana di Skopje, un accordo annunciato da Nikola Gruevski alla sua apertura.

Il museo espone sculture di Madre Teresa e dei membri della sua famiglia. Una scultura mostra Madre Teresa come una bambina di dieci anni, seduta su una pietra e con in mano un piccione. La casa ospita anche mostre culturali e comprende una galleria di fotografie. L’architetto del progetto è Vangel Božinovski

La cappella all’interno del Museo

La Galleria con la raccolta di fotografie

Chiesa dell’Ascensione di Gesù

La chiesa dell’Ascensione di Gesù è una chiesa ortodossa macedone di Skopje, capitale della Macedonia del Nord. Si trova nello storico quartiere del vecchio bazar, a poche decine di metri dalla fortezza.

Il precedente edificio andò completamente distrutto in occasione dell’incendio del 1689, mentre la chiesa attuale fu costruita a metà del XVI secolo. Nel XIX secolo la chiesa fu completamente restaurata ed ottenne l’aspetto attuale. Nel 1824 venne collocato all’interno un iconostasi.

L’iconostasi (εικονοστάσι) è la parete decorata da icone che separa il naos dal presbiterio, lo spazio dedicato ai fedeli da quello riservato alla liturgia, la parte “sensibile” da quella “intellegibile”. Essa fu realizzata con il contributo delle maestranze artigiane del bazar.

Durante la dominazione ottomana venne posta sotto la giurisdizione della chiesa ortodossa greca fino al 1874, anno in cui la popolazione cristiana decise il passaggio sotto la chiesa ortodossa bulgara. Nel 1900 la chiesa tornò sotto il controllo greco.

All’interno della chiesa si trova la tomba del rivoluzionario macedone Goce Delčev.

In fondo a sinistra l’entrata al recinto della chiesa

L’iconostasi

L’interno della chiesa

BULGARIA

La Bulgaria confina con il mar Nero a est, con la Grecia e la Turchia a sud, con la Serbia e la Macedonia del Nord a ovest e con la Romania a nord, da cui è divisa dal fiume Danubio. La capitale è Sofia. Alcune culture preistoriche iniziarono a evolversi nelle terre bulgare durante il Neolitico. Inizialmente furono abitate dai Traci e successivamente dai Greci e dai Romani.

La prima traccia di un’unificazione etnica e nazionale bulgara si data con l’avvento del Primo Impero bulgaro, il quale dominava la maggior parte dei Balcani e divenne il fulcro culturale dei popoli slavi durante l’Alto Medioevo. Dopo un periodo di dominio bizantino lo Stato bulgaro risorse. Con la caduta del Secondo Impero bulgaro nel 1396 i suoi territori finirono sotto il controllo dell’Impero ottomano per quasi cinque secoli. Nel 1946 divenne una repubblica comunista governata da un sistema politico a partito unico sino al 1989, quando il Partito Comunista Bulgaro in seguito alla caduta della cosiddetta “cortina di ferro” concesse le elezioni pluripartitiche. Dopo il 1990 la Bulgaria divenne una democrazia con un’economia di mercato.

La più antica manifestazione artistica bulgara, precedente all’introduzione del cristianesimo, evidenziò tracce di tradizione orientale e sasanide. La Bulgaria fu il primo Paese slavo a convertirsi al cristianesimo ortodosso; si diffuse quindi nel Paese la pittura di icone, forma espressiva tradizionale bizantina nella quale gli artisti bulgari e, in seguito all’invasione ottomana (1393) e nel tentativo di opporre una sorta di resistenza culturale all’invasore musulmano, inserirono elementi legati alle tradizioni culturali locali e alle tradizioni iconografiche greche.

BULGARIA – MONASTERO DI RILA

Il monastero di Rila è situato a circa 120 km da Sofia. È senz’altro il maggiore e più famoso monastero della Bulgaria. Situato sul monte Rila a 1.147 metri sopra il livello del mare è circondato dai piccoli fiumi Rila e Drušljavica ed è a sole 4 ore a piedi dalla vetta Maliovica. La più alta vetta dei Balcani, Musala (2925 m) si trova a circa 8 ore a piedi dal monastero.

Fu fondato dall’eremita san Giovanni di Rila (876 – 946) nel X secolo, durante il regno di re Petar (927 – 968). San Giovanni di Rila, le cui reliquie sono esposte nella chiesa del santuario, in verità dimorava in una grotta poco distante. Si sa che il monastero fu costruito dai discepoli di Giovanni di Rila, che si erano recati da lui per studiare.

Il monastero era molto rispettato ed ebbe innumerevoli privilegi fin dalla sua costruzione. Il santuario raggiunse il massimo splendore tra il XII e il XIV secolo. Nel XIV secolo la Bulgaria cadde sotto il giogo ottomano ed il monastero venne distrutto. La sua rinascita iniziò a partire dalla fine del XV secolo. Durante il Risorgimento nazionale, nei secoli XVIII e XIX, il monastero fu ricostruito grazie alle offerte, provenienti da ogni parte del paese, donate dai bulgari più facoltosi.

Con le sue alte mura di cinta e le molteplici feritoie, il santuario, almeno esteriormente, assomiglia più ad una fortezza che ad un monastero.
Il complesso è composto da un edificio di quattro piani con 300 celle in tutto, un grande cortile, una chiesa e la torre del despota Hrelio. L’opera d’arte di maggior pregio conservata nel monastero è l’iconostasi dorata (cioé la parete divisoria decorata con icone sacre che separa la navata dal presbiterio nelle chiese ortodosse) abbellita con 36 scene bibliche. Le pareti furono affrescate da Zaharij Zograf ed altri pittori. Nella chiesa vi sono molte icone, di epoca risalente tra il XIV e il XIX secolo. L’esterno della chiesa è completamente ricoperto da pregevoli affreschi: era antica credenza che un luogo spoglio fosse un luogo dove potenzialmente il diavolo potesse avere facilmente accesso.

L’entrata del Monastero

Alcuni monaci del Monastero


L’Iconostasi

BULGARIA – SOFIA

Sofia è la capitale e la più grande città della Bulgaria. Si trova nelle immediate vicinanze del versante nord del Monte Vitoša, circondata dalle montagne dei monti Balcani.

Fondata nel VII secolo a.C. Ha avuto molti nomi nel corso della sua storia e i resti della città antica sono visibili ancora oggi. Sofia fu in origine un insediamento dei Traci chiamato Sardica. Venne conquistata dai Romani nel 29 a.C. e divenne la capitale della Dacia. Venne distrutta dagli Unni nel 447. La città fu ricostruita dall’imperatore bizantino Giustiniano I e ribattezzata Triadiza.

Sofia venne conquistata dall’Impero Ottomano nel 1382 e divenne la capitale della provincia turca di Rumelia. Nuovamente conquistata dai Russi nel 1878, divenne la capitale della Bulgaria indipendente nello stesso anno. Durante la seconda guerra mondiale i Russi occuparono nuovamente Sofia e la Bulgaria, deponendo il governo filo-tedesco.

Sullo sfondo il palazzo del Parlamento, nel passato la sede del partito comunista.

Statua di Santa Sofia

La statua di Santa Sofia è il monumento simbolo della capitale bulgara. Costruito nel 2001, il monumento ha rimpiazzato la vecchia statua che raffigurava Vladimir Lenin (meno male!). L’opera, che sfiora gli 8 metri di altezza, è stata realizzata in bronzo e rame dallo scultore bulgaro Georgi Chapkanov. La statua è stata collocata sopra a un piedistallo alto ben 16 metri.

Nella penombra del tramonto si intravede a sinistra la statua di Santa Sofia.

Sullo sfondo una veduta parziale della cattedrale di Santa Domenica, la cattedrale ortodossa della città di Sofia.

Chiesa di San Giorgio

La chiesa di San Giorgio è una chiesa a pianta circolare di epoca paleocristiana edificata a Serdica, nome antico di Sofia in Bulgaria: costruita in laterizio rosso, è considerata il più antico edificio della capitale bulgara.

Costruita nel IV secolo, venne decorata con affreschi nel X secolo e poi ancora nel XII secolo; durante il periodo ottomano fu convertita in moschea. Oggi è utilizzata per il culto cristiano e si trova circondata dai resti dell’antica Serdica e dal palazzo del presidente della Repubblica.

Il cambio della guardia al palazzo presidenziale

Teatro nazionale Ivan Vazov

Il Teatro nazionale Ivan Vazov è un magnifico esempio di architettura del XX secolo. L’edificio, costruito nel 1907 dagli architetti austriaci Ferdinand Fellner e Hermann Helmer, è considerato uno dei simboli di Sofia. Ivan Minčov Vazov è stato un poeta, romanziere, drammaturgo e politico bulgaro.

Chiesa russa ortodossa di San Nicola

La chiesa russa di San Nicola è una chiesa ortodossa russa nel centro di Sofia. La chiesa fu costruita sul sito della Moschea Saray, distrutta nel 1882, dopo la liberazione della Bulgaria da parte della Russia dall’Impero ottomano. Fu la chiesa ufficiale dell’ambasciata russa, che vi si trovava accanto, e della comunità russa a Sofia ai tempi dello Zar Nicola II di Russia.

La sua costruzione iniziò nel 1907 e la chiesa fu consacrata nel 1914. Rimase aperta dopo la Rivoluzione Russa e durante il periodo comunista in Bulgaria (1944-1989), sebbene i sacerdoti e i frequentatori della chiesa fossero attentamente sorvegliati dalla polizia di sicurezza dello Stato.

Chiesa di Alexander Nevski

La chiesa di Aleksandr Nevskij è la più grande di Sofia e la seconda più grande dell’intera penisola balcanica. È alta 45 metri con il campanile, dotato di 12 campane. L’interno della cattedrale è decorato con alabastro e molti altri materiali pregiati. La prima pietra dell’edificio venne posata nel 1882 (anche se i progetti finirono nel 1880), ma i lavori s’interruppero molte volte. La dedica al principe russo Aleksandr Nevskij fu dovuta al fatto che la chiesa era stata eretta per commemorare la morte di 200.000 soldati russi caduti nel corso della guerra russo turca del 1877-78 al termine della quale la Bulgaria aveva ottenuto l’indipendenza.

Veduta dell’interno della chiesa, mentre viene celebrato un matrimonio.

BULGARIA – PLOVDIV

Plovdiv, in italiano Filippopoli è la capitale storica della Tracia e seconda città del paese dopo la capitale Sofia.

È da sempre punto di riferimento di varie culture per le sue articolate e millenarie vicende storiche. È nota per la bellezza del suo centro storico in stile rinascenza bulgara (ovvero il Rinascimento bulgaro di inizio Ottocento), uno dei meglio conservati della nazione. È situata sulle sponde del fiume Marica, nella parte meridionale della piana di Plovdiv. La sua importanza risale all’età antica: capitale, con il nome di Eumolpias, della tribù dei traci Odrisi, nel 341 a.C. fu presa da re Filippo II di Macedonia (padre di Alessandro Magno), che la ribattezzò “Filippopoli”.

I romani insediatisi in Macedonia si impadronirono della città nel 46 d.C., dopo un’aspra battaglia condotta dall’imperatore Claudio. Traiano la restaurò e Marco Aurelio la fece capitale della Tracia romana; cinse di mura i tre colli centrali e da questi denominò la città Trimontium. Essa divenne ben presto splendida e importante, al punto da battere moneta.

Nel 1364 la città fu conquistata dai turchi. Da allora la città conobbe una grande prosperità, grazie ai commerci che si spingevano ben oltre i confini dell’Impero ottomano. In seguito alla seconda guerra mondiale, la Bulgaria entrò nell’orbita dell’Unione Sovietica, ma Plovdiv rimase un centro vitale del movimento democratico, che fece cadere il regime comunista nel 1989.

Salendo verso la città alta

Museo Storico

La nostra attenzione viene immediatamente catturata da uno dei pezzi più belli dell’architettura del periodo rinascimentale nella Città Vecchia – la casa di Dimitar Georgiadi, che ospita un esposizione del periodo di rinascita del Museo di Storia Regionale di Plovdiv.

La casa dove si ospitò nel 1833 il poeta francese Alphonse de Lamartine

La Chiesa della Beata Vergine Maria

La chiesa si trova nel centro storico di Plovdiv, su una delle sette colline della città, Nebet Tepe.

Una piccola chiesa esisteva sul sito già nel IX secolo. La chiesa fu rinnovata nel 1186 dal vescovo di Plovdiv Costantino Pantehi e divenne parte di un monastero. Sia la chiesa che il monastero furono distrutti quando i turchi ottomani conquistarono la città nel 1371 nel corso delle guerre bulgaro-ottomane.

L’attuale edificio fu costruito nel 1844 come chiesa principale della città. Era una grande pseudo-basilica a tre navate costruita da artigiani del Bratsigovo, e i primi benefattori (ktitor) erano ricchi mercanti della città di Koprivshtitsa.

Nel 1881, tre anni dopo la liberazione della Bulgaria, l’architetto Josef Schnitter costruì un campanile a tre piani a cupola vicino all’ingresso occidentale della chiesa. Sul campanile c’è un’iscrizione che recita “In memoria dei liberatori” come segno di gratitudine dei cittadini ai soldati russi che hanno liberato la città il 4 gennaio 1878.

Teatro Romano

Il teatro romano di Plovdiv fu eretto a tra il 114 e il 117 nell’allora Filippopoli, sotto Traiano, come risulta da un’iscrizione ivi scoperta. La cavea allo stato originale era in grado di accogliere dai 5.000 sino a 7.000 spettatori. Settori diversi del teatro erano riservati ai distretti in cui era divisa la città. Attualmente della cavea si sono conservate quattordici gradinate, che insieme ai resti della scena e del proscenio testimoniano ancora la ricchezza decorativa dell’edificio. Fu utilizzato per spettacoli teatrali, giochi con gladiatori e spettacoli di caccia. Ancora oggi è usato per opere, concerti musicali e altri eventi culturali.

Arte Murale

Stadio Antico

L’antico stadio di Filippopoli si trova nell’attuale centralissima piazza Džumaja. Solo alla fine del IV secolo, lo stadio cominciò ad essere utilizzato come pista da gara per le corse dei carri, perché l’imperatore Teodosio aveva proibito i giochi atletici. L’antico circo romano poteva ospitare circa 30.000 spettatori e fu uno degli edifici più imponenti e indicativi della fiorente città di Filippopoli. Attualmente solo una piccola parte della struttura è stata riportata alla luce, il resto di essa rimane seppellita sotto il livello della via pedonale principale della città sui lati della quale oggi sorgono gli edifici storici che ospitano i negozi e i bar più rinomati.

Statua di “Milio”

Milio era un uomo popolare, gentile ed eccentrico del non lontano passato di Plovdiv. Conosciuto per essere un “innocuo pazzo”, visse in città negli anni sessanta ed era un famoso pettegolo. La leggenda dice che conosceva i pettegolezzi di tutta la città e li raccontava a tutti quelli che incontrava.

Monumento al soldato sovietico “Alyosha”.

Nei pressi di”Alyosha” si trova anche un memoriale della guerra del 1877-1878: la prima e la seconda liberazione del 1944 venivano quindi commemorate insieme, seguendo puntualmente le indicazioni del regime.

BULGARIA – KAZANLAK

Kazanlak – Festival annuale delle rose

Kazanlak è una città bulgara della provincia di Stara Zagora, situata al centro dell’omonima pianura, ai piedi della catena montuosa dei Balcani. È il centro dell’estrazione dell’olio di rose, una delle industrie più importanti della Bulgaria. A pochi chilometri di distanza si trova la Tomba trace di Kazanlak, uno dei centri archeologici più famosi di tutto il paese.

Tomba trace di Kazanlak

La tomba trace di Kazanlak è una sepoltura costruita in mattoni, situata vicino alla città di Kazanlak, nella Bulgaria centrale.

La tomba fa parte di una grande necropoli di epoca trace. Essa è costituita di uno stretto corridoio e una camera funeraria rotonda, entrambi decorati con murali rappresentanti una coppia trace ad una festa funeraria rituale. Il monumento risale al IV secolo a.C. ed è inserito fin dal 1979 nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

I dipinti murari sono notevoli per la splendida rappresentazione dei cavalli e soprattutto per il gesto di commiato, in cui la coppia seduta si afferra reciprocamente i polsi in un momento di tenerezza. I dipinti sono il capolavoro bulgaro meglio conservato del periodo ellenistico.

La tomba si trova vicino all’antica capitale trace di Seutopoli.

Arrivo al centro archeologico di Kazanlak

L’ingresso della tomba

È costituita da uno stretto corridoio a volta trapezioidale che immette in una camera funeraria rotonda. La tomba fu scoperta per caso da alcuni soldati nel 1944.

BULGARIA – VELIKO TARNOVO

Veliko Tarnovo è stata la capitale della Bulgaria dal 1185 al 1393 (Secondo impero bulgaro) col nome di Tărnovgrad, e di nuovo dal 1878 al 1879, quando la prima Assemblea Nazionale della Bulgaria spostò la capitale a Sofia.

Le prime tracce di insediamenti risalgono ad epoca preistorica e al periodo dei traci, i romani fortificarono la zona (fino al VI secolo), seguirono i bizantini e in seguito slavi e bulgari. Nel 1393 dopo tre mesi di assedio la città venne conquistata dai turchi e rasa al suolo.

In onore del passato della città Ferdinando I scelse la chiesa dei Quaranta Martiri a Veliko Tărnovo come luogo in cui dichiarare la completa indipendenza della Bulgaria (15 ottobre 1908). Nel 1965, la città, chiamata fino a quel momento Tărnovo fu ribattezzata Veliko Tărnovo (Grande Tărnovo).

Veduta parziale della città bassa

Fortezza di Tsaverets

La cittadella Tsarevets è uno dei luoghi più visitati in Bulgaria. Si trova nella città vecchia, sulla collina omonima. Le prime tracce di presenza umana risalgono all’epoca dei Traci, ma fu all’epoca del secondo Impero bulgaro che ha raggiunse il suo massimo sviluppo, diventando capitale del paese e una delle più grandi città d’Europa sud orientale.

La città rafforzò le sue difese con una cittadella i cui resti sono visibili ancora oggi. La parete più lunga misura 100 m., con uno spessore fino a 3,40 m. e un’ altezza superiore a 10 m. Il restauro delle mura iniziò nel 1930 e fu parzialmente completato nel 1981. In cima alla collina si trova la Cattedrale dell’Ascensione del Signore, restaurata nel 1981.

Il viale di accesso alla Fortezza di Tsaverets

Cattedrale dell’Ascensione del Signore

La Cattedrale della Santa Ascensione del Signore è un’antica cattedrale ortodossa orientale nella città di Veliko Tarnovo, nella Bulgaria centro-settentrionale. Situata sulla cima della collina fortificata di Tsarevets, la cattedrale fu sede del patriarca bulgaro, dalla sua costruzione nell’XI-XII secolo alla sua distruzione nel 1393.

Costruita sui resti di una chiesa romana, fu restaurata negli anni 70 e 80. È riccamente decorata sia all’esterno che all’interno. All’interno vi sono esclusivamente affreschi moderni, ma oggi non è più usata come luogo di culto. È aperta ai visitatori dal 1985.

Veduta interna della Cattedrale dell’Ascensione del Signore

Alla fine della visita alla Fortezza, prima di uscire dalle sue mura , nel negozio di souvenir ti fanno una fotografia vestito da Imperatore del Secondo Impero Bulgaro. Tanto per sorridere un po’ ….

Alla fine della giornata torniamo a Veliko Tarnovo ancora in tempo per goderci un po’ di tempo libero in città.

Con questa foto si conclude il viaggio che ci ha portato attraverso la penisola balcanica. Abbiamo visitato città e paesi che rimarranno per sempre nelle nostre memorie. Non mi resta che prepararmi alla prossima avventura!

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Grazie per il commento. A tutti risponderò personalmente, ma per la protezione dei dati esso non verrà pubblicato.