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PAG. 1 —– Alla Scoperta dei Balcani- Parte Prima
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Senza ombra di dubbio uno dei mei viaggi preferiti. 25 giorni per visitare sette paesi in un colpo solo è cosa rara. E che paesi! Slovenia, Croazia, Bosnia, Montenegro, Macedonia, Albania e Bulgaria.
CROAZIA – ZAGABRIA

Zagabria è la capitale e la maggiore città della Croazia. La sua posizione favorevole, nella parte sud-occidentale della pianura della Pannonia, che si estende fino alle Alpi, ai Monti Dinarici, al Mare Adriatico e alle altre regioni della Pannonia, la rendono un punto importante di scambio per il traffico tra l’Europa centrale e l’Adriatico.

La cattedrale di Zagabria
È dedicata all’Assunzione di Maria ed ai due re Stefano I e Ladislao I.



Chiesa di San Marco – La chiesa si trova al centro dell’omonima piazza su cui si affacciano anche il palazzo del parlamento croato (Sabor), il palazzo del Governo (Banski Dvori) e il palazzo della Corte Costituzionale.


Museo delle relazioni interrotte – Il Museo delle relazioni interrotte è dedicato alle storie d’amore terminate. L’esposizione si basa su oggetti personali donati al museo da ex amanti, accompagnati da una breve descrizione. Insolito e molto interessante!

La nostra guida. Bellissima, simpaticissima, preparatissima. Però, quando ci parlava di Tito dava l’impressione di essere ahimè molto … partigiana. Pazienza, nessuno è perfetto. Di proposito ho evitato di chiederle un parere sulle “foibe”.
SLOVENIA – LUBIANA

Lubiana è la capitale e la più grande città della Slovenia. Situata sul fiume Ljubljanica, all’incrocio di importanti direttrici del traffico stradale e ferroviario. La città è sede di un’antica università, di un’Accademia delle Scienze e di numerosi musei, biblioteche e istituti superiori. L’importanza sia economica sia culturale della città ha ricevuto impulso dal nuovo ruolo di capitale che Lubiana ha acquisito con l’indipendenza della Slovenia dalla Iugoslavia (1991). È conosciuta per gli spazi verdi, incluso il Parco Tivoli, il più vasto della città. Lungo le sponde del fiume Ljubljanica si allineano i caffè all’aperto. Il fiume divide la parte vecchia della città dalla zona più commerciale. Lubiana ospita molti musei, tra cui il Museo Nazionale della Slovenia, a carattere storico, e il Museo d’Arte Moderna, che espone dipinti e sculture dell’arte slovena del XX secolo.

Piazza del Congresso, una delle principali della città. In secondo piano l’Università di Lubiana. A sinistra l’Orchestra Filarmonica Slovena.

La Chiesa delle Orsoline della Santissima Trinità. La chiesa fu costruita tra il 1718 e il 1726.


Sul colle in alto la torre del Castello di Lubiana. È una delle attrazioni principali. Dalla Torre panoramica del castello e dalle mura si hanno le più belle viste della città. I locali del castello ospitano l’esposizione museale “La storia slovena”, il Museo delle marionette e diversi locali e allestimenti storici, tra cui la cappella di sv. Jurij, le Carceri e il Castello virtuale. Al Castello, accessibile con la funicolare, si possono visitare anche varie mostre artistiche.

Chiesa francescana dell’Annunciazione



CROAZIA – PLITVICE

Il parco Nazionale dei Laghi di Plitvice si trova a metà strada tra Zagabria, capitale della Croazia e Zara in Dalmazia ed è formato da 16 laghi alimentati dai fiumi Bijela Rijeka e Crna Rijeka (Fiume Bianco e Fiume Nero) e da sorgenti sotterranee, collegati tra loro da una serie di cascate, che si riversano nel fiume Korana.
Nel 1979 sono stati proclamati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e sono visitabili grazie a una rete ben segnata di sentieri e da 18 km di passerelle di legno che danno al tragitto a pelo d’acqua un fascino unico.
Il parco dista 215km da Trieste. Il periodo migliore per visitare i laghi è sicuramente maggio/giugno, quando i laghi sono carichi d’acqua e alberi e fiori nel pieno del loro fulgore.
All’arrivo alla reception del parco, dopo una camminata di circa 1 km troveremo un piazzale con la scelta di proseguire a sinistra o prendere un trenino a destra. Consiglio di proseguire a sinistra a piedi per raggiungere una casupola con l’attracco del traghetto che dopo 100 m ci scaricherà sulla sponda opposta per iniziare la prima parte della visita.

La cartina all’entrata dà un’idea dell’estensione dell’area dei laghi



Gli scenari che si susseguono camminando lungo i sentieri segnati o le passerelle di legno, sono di una bellezza spiazzante. Il colore dell’acqua dei laghi, le cascate, sono di incredibile bellezza.





Traversata con il battello

Paesaggio e colori meravigliosi





Uno dei diversi sentieri percorsi. La passeggiata è durata un paio d’ore.


Ad ogni percorso c’è qualcosa di nuovo da vedere, un torrente, una cascata o una cascatella, un lago turchese, la natura qui dà il meglio di sé.








CROAZIA – ZARA

Zara è una città della Croazia che si trova nella Dalmazia centrale lungo il Medio Adriatico. Si affaccia sulle isole di Ugliano e Pasmano, dalle quali è separata dallo stretto di Zara. Capitale storica della Dalmazia, pur essendo stata da tempo superata da Spalato per numero di residenti. Per secoli Zara fu una delle città più importanti della Repubblica di Venezia, di cui fece parte dall’anno mille fino alla sua caduta, che avvenne nel 1797. Dopo una breve parentesi napoleonica fu dominata dagli austriaci fino ai primi del Novecento, divenendo capitale del Regno di Dalmazia. In seguito alla prima guerra mondiale la città divenne un’exclave italiana, capoluogo della provincia di Zara, circondata dalla Dalmazia jugoslava.
Il 15 aprile 1941, dopo l’invasione della Jugoslavia, la Dalmazia fu occupata dal Regio Esercito italiano. Un mese dopo Spalato venne annessa assieme a Cattaro al nuovo Governatorato della Dalmazia. Zara divenne suo capoluogo, costituito dalle province di Zara stessa , Spalato e Cattaro, all’estremo sud della regione.

La Cattedrale di Santa Anastasia

Il famoso Organo Marino
L’organo marino di Zara è stato aperto al pubblico il 15 aprile 2005. È un’opera d’arte architettonica e musicale realizzata su progetto dell’architetto Nikola Basic che si trova sull’angolo nord-occidentale della banchina che circonda il centro storico. Si tratta di un organo, strutturalmente simile a una scala digradante verso il mare, formato da 35 canne d’organo di diversa inclinazione, forma e lunghezza. Grazie al moto ondoso dell’acqua marina queste canne producono suoni continuamente diversi, modulati secondo sette accordi e cinque tonalità.

Saluto al Sole
Ma, il racconto delle bellezze particolari di Zadar non si ferma qui. Il maestoso Saluto al Sole , pure opera di Nikola Basic, è un’altra conferma che il patrimonio culturale a Zadar continua a svilupparsi. All’Organo Marino si è associato il Saluto al Sole che si trova nella sua immediata vicinanza. Si tratta di un’altra opera dell’arte contemporanea – una superficie piatta pavimentata con pannelli solari in vetro da cui è possibile vedere alcuni dei più belli tramonti del mondo. Inoltre, i pianeti del sistema solare sono installati vicino al Saluto al Sole e sono realizzati nella dimensione proporzionale rispetto al sole.

A sinistra in basso, una parziale veduta del portico dell’entrata alla città vecchia. Si intravede il Leone di San Marco.
CROAZIA – SEBENICO

Sebenico è la più antica città fondata dai croati sulla costa adriatica. Nel 1412 Sebenico entrò nei “Domini da Mar” della Repubblica di Venezia, rimanendoci fino alla sua caduta, che avvenne nel 1797. Dopo la caduta della Repubblica di Venezia Sebenico entrò a far parte dell’Impero austriaco in seguito al trattato di Campoformio, che venne firmato nel 1797, rimanendoci, salvo un’interruzione dovuta alla dominazione francese durante l’epoca napoleonica, che in questa zona perdurò dal 1805 al 1813, fino alla fine della Prima guerra mondiale (1918), dopo di cui entrò a far parte del Regno di Jugoslavia. Nel 1941, durante l’invasione della Jugoslavia, Sebenico fu occupata militarmente, così come tutta la Dalmazia, dalle truppe italiane del Regio Esercito, per poi venire inquadrata nel Regno d’Italia all’interno della provincia di Zara. Dopo la Seconda guerra mondiale, Sebenico è tornata alla Jugoslavia per poi passare, in seguito alla dissoluzione di quest’ultima, alla moderna Croazia.

La cartina di Sebenico


Sullo sfondo la Chiesa del Santo Spirito

A lato della cattedrale si trova la Loggia Grande, sede del consiglio comunale in epoca veneziana, originariamente costruita tra il 1533 e il 1546 da Michele Sammicheli, ma ricostruita fedelmente dopo la distruzione nel 1943 che avvenne in seguito a un bombardamento.

Cattedrale di San Giacomo – La costruzione della cattedrale di San Giacomo venne iniziata nel 1431 su un edificio preesistente. La sua edificazione venne affidata a Giorgio Orsini. Realizzata con pietre provenienti dalle isole di Brazza, Curzola, Arbe e Veglia, fu terminata nel 1536 da Niccolò Fiorentino.
CROAZIA – TRAÙ

Traù è stata fondata con il nome di Tragurion nel III secolo a.C. dagli antichi Greci della stirpe ellenica dei Dori, provenienti dall’isola Lissa, a sua volta originari di Syrakousai (la moderna Siracusa). Durante l’epoca romana Tragurium (nome latino di Traù) si trasformò in un importante porto anche grazie alla presenza di cave di marmo di qualità, che si trovavano nelle vicinanze del città.

La cattedrale di San Lorenzo a Traù, realizzata in tipico stile veneziano.
La cattedrale di San Lorenzo è stata costruita sulle fondamenta di una precedente cattedrale paleocristiana distrutta dai Saraceni nel 1123 durante il sacco di Traù. I lavori di costruzione dell’attuale edificio iniziarono nel 1213 e terminarono nel XVII secolo. La cattedrale è dedicata a san Lorenzo, ma è nota per la devozione anche a san Giovanni da Traù. La maggior parte della costruzione è in stile romanico, mentre l’interno della volta, costruita nel XV secolo, è in stile gotico.

Ingresso della Cattedrale di San Lorenzo

Ingresso Cattedrale di San Lorenzo – Portale romanico – L’architetto e maestro Radovan ha lavorato sulla porta del portale della cattedrale. La maggior parte del portale è stato scolpito dal maestro stesso. A dominare il portale sono le statue di Adamo ed Eva: i nostri peccaminosi antenati sono posti sul dorso di due leoni.

Palazzo del Comune – L’aspetto attuale risale alla fine del secolo scorso, quando fu parzialmente rinnovato. Nel Palazzo risiedeva il Rettore e vi si tenevano le sedute del Grande e Piccolo Consiglio; nel XVII secolo fu adattato a teatro.


Loggia e Torre dell’orologio
La loggia si trova di fronte alla cattedrale ed oggi è l’aula del tribunale. La loggia è dominata dal rilievo allegorico della Giustizia, opera di Nicola Fiorentino e dalla figura del vescovo croato Petar Berislavic, opera del grande scultore Ivan Mestrovic. Accanto alla loggia sorge la Torre dell’Orologio costruita sulla chiesetta votiva di San Sebastiano, invocato a proteggere i fedeli dalla peste che spesso colpì la città.


Lungomare, chiamato “Riva” in lingua croata.



La Torre del Castello del Camerlengo – Il Castello del Camerlengo è una fortezza realizzata dalla Repubblica di Venezia per difendere la città dagli attacchi degli ottomani. È stato realizzato a metà del XV secolo come ampliamento della Torre della Veriga, a sua volta edificata nel tardo XIV secolo.

Il Castello del Camerlengo


CROAZIA – SPALATO

Spalato fu fondata dai Greci con il nome di Issa (la moderna Lissa) intorno al III-II secolo a.C. Nel 293 d.C. l’imperatore romano Diocleziano, il cui “Principato” durò dal 284 d.C. al 305 d.C., decise di iniziare la costruzione del suo Palazzo dove poi si sarebbe ritirato a vita privata. Vi visse dal 305 fino alla morte, avvenuta nel 313. Il palazzo oggi è il centro storico della città di Spalato e numerose parti di esso sono state riusate nei secoli, permettendo la loro conservazione, seppure con le inevitabili manomissioni stratificate, fino ai giorni nostri come il mausoleo ottagonale dell’imperatore che è diventato l’attuale Duomo in epoca costantiniana.

Una fedele ricostruzione del Palazzo di Diocleziano
Il palazzo, una sorta di grande villa fortificata, si presentava come una struttura autonoma, cittadella dedicata alla figura sacra dell’imperatore, per il quale esisteva già un mausoleo. Strutturata con la pianta tipica degli accampamenti militari romani: due strade perpendicolari, il cardo ed il decumanus, che si intersecano e dalle quali si dipartono numerose vie trasversali perpendicolari a scacchiera, aveva una forma leggermente trapezoidale (il lato sud era leggermente irregolare per il declivio del terreno verso il mare), con un lato affacciato sul mare e quattro poderose torri quadrate agli angoli e il numero di colonne sono 50.


Una sezione delle mura vista dalla strada del lungomare

Parte del Palazzo visto dall’interno


Ci sono pure i soldati romani …



Io di fianco all’Imperatore …


Sullo sfondo il campanile e alla sua destra la Cattedrale ottagonale di San Doimo.
Doimo è stato un vescovo romano; fu vescovo di Salona, in Dalmazia. Salona era una grande città romana, nei pressi di Spalato. Il vescovo subì il martirio con sette altri cristiani nelle persecuzioni dell’imperatore Diocleziano: fu decapitato nel 304.
La Cattedrale si trova nell’edificio certamente più antico del Palazzo – il mausoleo ottagonale dell’imperatore Diocleziano. Il campanile della cattedrale (57m) è la più originale costruzione dalmata medievale, iniziata nel XIII secolo. Tra il XIX ed il XX secolo il campanile fu completamente restaurato e molto modificato.




BOSNIA-ERZEGOVINA

La Bosnia-Erzegovina è uno Stato situato nei Balcani occidentali, confina con la Serbia ad est, il Montenegro a sud-est e con la Croazia a nord e ad ovest. La sua capitale è Sarajevo. Fino all’aprile del 1992 faceva parte della Jugoslavia. La conquista ottomana segnò una nuova era nella storia bosniaca introducendo cambiamenti radicali nel panorama politico e culturale della regione, che venne assorbita dall’Impero ottomano. In tempi moderni la guerra in Bosnia ed Erzegovina si inserisce all’interno delle guerre jugoslave svoltesi tra il 1991 e il 2001 e vide il coinvolgimento dei tre principali gruppi nazionali: serbi, croati e bosgnacchi.
BOSNIA – MOSTAR

Quando si parla dei Paesi dell’ex Jugoslavia e si nomina Mostar, a tutti viene in mente lo Stari Most, il Ponte Vecchio del XVI secolo distrutto durante la guerra tra i croati ed i bosniaci nel 1993 che venne poi ricostruito nel 2004 ed entrò a far parte dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. Un viaggio a Mostar però non può limitarsi a qualche foto al ponte e ad una passeggiatina nel centro storico rimesso a nuovo.
La città più importante dell’Erzegovina possiede moschee, chiese cattoliche ed ortodosse, edifici, piazze ed angoli nascosti che meritano una visita.

Stari Most (Ponte Vecchio). Lo Stari Most è il simbolo indiscusso della città. Costruito nel XV secolo, esso unisce le due parti di Mostar divise dal fiume Narenta e si presenta con una struttura a schiena d’asino. Largo 4 metri e lungo 30, questo ponte ottomano ha un’altezza di ben 24 metri ed è protetto da due torri (Helebija e Tara) chiamate mostari, ossia “custodi del ponte”.



La Moschea di Koski Mehmed-Pasha. La sua cupola di color celeste risulta inconfondibile dallo Stari Most, soprattutto di notte, quando è ben illuminata.

Moschea di Koski Mehmed-Pasha

Moschea di Koski Mehmed-Pasha

Casa turca Kajtaz – La più vecchia casa turca di Mostar era una volta la sezione dell’harem di una più grande fattoria costruita per un giudice turco del XVI secolo. Pieno di manufatti originali, appartiene ancora ai discendenti della famiglia originale ma è ora sotto la protezione dell’Unesco.






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