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BOSNIA – SARAJEVO

SARAJEVO

Sarajevo è la capitale della Bosnia-Erzegovina. È localizzata qualche chilometro ad est della sorgente del fiume Bosnia. Un piccolo fiume di nome Miljacka divide la città in due parti. L’antico cuore della città si trova in una ampia valle che ha una forma naturale di anfiteatro. Il suo momento di massima crescita si ebbe agli inizi degli anni ottanta quando venne nominata città ospitante dei giochi olimpici invernali del 1984. In un certo senso è una città mitica per causa della sua storia. Tuttavia, di questa storia oggi rimane ben poco. Fu proprio a Sarajevo che fu assassinato l’Arciduca Francesco Ferdinando, episodio che diede inizio alla Prima guerra mondiale. Anche l’ultima guerra combattuta in Bosnia ha lasciato tracce ancora molto visibili. Il 6 aprile 1992 Sarajevo venne accerchiata dalle forze serbe. La città resistette eroicamente all’assedio, il più lungo assedio militare avvenuto in Europa dopo quello di Stalingrado. La guerra, che è durata fino all’ottobre del 1995, ha portato distruzione su larga scala e una fortissima percentuale di emigrazione.

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Ponte Latino – Esattamente sull’angolo dell’edificio dove c’è il Museo, Gavrilo Princip uccise l’Arciduca Ferdinando e sua moglie Sofia.

ARCIDUCA FRANCESCO FERDINANDO

L’Arciduca Ferdinando all’arrivo a Sarajevo

ARCIDUCA FERDINANDO

L’Arciduca e sua moglie pochi minuti prima del mortale attentato.

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Il Ponte Latino

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Ponte Latino – Sull’angolo a sinistra avvenne l’attentato

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Il Museo dell’attentato

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Le foto dell’arresto e del processo all’attentatore Gavrilo Princip

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La lapide con la data dell’attentato

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Il Municipio

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A sinistra il Municipio

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La guida locale parla dell’assedio alla città

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TUNNEL SARAJEVO

Entrata del Museo del Tunnel di Sarajevo

Durante l’assedio di Sarajevo fu costruito dagli assediati bosniaci il tunnel di Sarajevo, con lo scopo di collegare la città di Sarajevo, che era stata interamente isolata e circondata dalle forze serbe, con un’altra e molto più estesa parte del territorio bosniaco, passando al di sotto dell’area neutrale dell’aeroporto istituita dalle Nazioni Unite. A partire dal gennaio 1993, fu scavato il tunnel di Sarajevo da parte di volontari bosniaci che lavoravano a turni di 8 ore. La galleria fu completata a metà del 1993, il che permise alle riserve alimentari e agli aiuti umanitari di raggiungere la città, e alla popolazione di fuggire. Il tunnel fu una delle principali vie per oltrepassare l’embargo internazionale di armi e per fornire ai combattenti nella città le armi necessarie. In effetti, si è spesso detto che il tunnel abbia salvato Sarajevo. l tunnel era alto 1,60 mt. con larghezza media di circa 0,80 m, e si estendeva per circa 800 metri di lunghezza.

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Residuati bellici inesplosi

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Il Tunnel

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BOSNIA-ERZEGOVINA – MEDJUGORJE

MEDJUGORJE

Medjugorje è una piccola località del comune di Čitluk, oggi parte del cantone dell’Erzegovina-Narenta. La città è situata nella regione storico-geografica dell’Erzegovina. Il paese si trova a un’altitudine di circa 200 metri sopra il livello del mare ed è situato alla base di due colline, il Križevac e il Podbrdo (il nome Međugorje significa proprio “tra le montagne”). I suoi cittadini sono prevalentemente di etnia croata e la religione professata dagli abitanti è quella cattolica. Il suo patrono è san Giacomo.

Medjugorje è divenuta celebre a partire dal 24 giugno 1981, quando alcuni ragazzi residenti nel posto di età allora compresa tra 10 e 16 anni affermarono di vedere ciclicamente (una volta al mese) apparizioni della Vergine Maria sulla collina del Podbrdo. Si sarebbe presentata loro con il titolo di “Regina della Pace” (Kraljica Mira), confidando messaggi e prescrizioni varie. Nel corso dei decenni Medjugorje è così divenuta una delle più celebri mete di pellegrinaggi religiosi.

La posizione della Chiesa cattolica su tali fatti rimane quella sintetizzata nel 2007 dal cardinale Tarcisio Bertone: «Tutto è rinviato alla dichiarazione di Zara del 1991, che lascia la porta aperta a future indagini.» Papa Francesco in effetti si è espresso contro. Molti infatti sono i dubbi al riguardo dei 5 ragazzi che tutti i mesi avrebbero continuato a ricevere le apparizioni della Vergine. Oggi ormai adulti, vengono chiamati i “Veggenti di Medjugorje”.

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La Chiesa di San Giacomo venne ultimata e benedetta il 19 Gennaio 1969. L’altare esterno, costruito nel 1989, con oltre 5.000 posti a sedere, viene utilizzato principalmente nel periodo estivo per le celebrazioni liturgiche serali e per i grandi raduni come l’annuale Festival dei giovani.

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Dietro la chiesa è stato realizzato un bel viale alberato, chiamato Via Domini. Lungo questo viale troviamo le formelle dei misteri luminosi del santo Rosario per giungere poi a uno spazio di preghiera, di silenzio e raccoglimento sormontato da una grande scultura in bronzo del Cristo Risorto realizzata dallo scultore sloveno Andrija Ajdic nel 1998 e da questi donata al Santuario di Medjugorje.

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La Croce Blu – La “Croce Blu” indica il nome di una località, ai piedi della collina delle apparizioni, dove è stato creato un angolo per la preghiera in cui è stato collocata una croce di colore blu. Essendo facile da raggiungere, è un luogo di preghiera ideale per a coloro che, a causa del proprio stato fisico, non possono salire fin sopra la collina.

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MEDJUGORJE REGINA DELLA PACE

Nel piazzale si erge dal 1987 una statua bianca della Regina della Pace, realizzata dall’artista italiano Dino Felici in marmo di Carrara, diventata uno dei simboli del santuario.

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BOSNIA – POCITELJ

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Passata Medjugorje, superando poi il fiume Neretva, incontriamo quasi improvvisamente sulla nostra sinistra un antico e pittoresco borgo, testimonianza viva della dominanza turca: l’antica Moschea del 1563, la scuola coranica, del 1664 (che prima della guerra ospitava un albergo molto raffinato), il bagno turco, le case eleganti costruite dai notabili musulmani del diciottesimo secolo. Uno spettacolo straordinario nel cuore dell’Erzegovina, che nell’agosto del 1993, le truppe dell’HVO, l’esercito croato hanno in parte distrutto. La pulizia etnica ha fatto il resto. Ciononostante l’antico borgo mantiene inalterato il proprio fascino ed oggi anche grazie all’avanzata ricostruzione sta recuperando il suo antico splendore.

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Fortezza di Pocitelj

Fu costruita tra il XIV ed il XVII secolo, ma i lavori furono interrotti varie volte.

Verso la fine del XIV secolo aveva soltanto una semplice torre con una piccola corte, che fu aumentata e rinforzata nella seconda metà del XV secolo per resistere all’invasione degli Ottomani.

Un po’ prima del 1698 quando gli Ottomani ormai si erano impossessati della regione, essa fu da loro considerevolmente aumentata e rinforzata. Durante la guerra, tra il 1992 ed il 1996, fu la sola costruzione a non aver subito danni seri.

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Pocitelj moschea

Moschea Chicman Ibrahim Pacha o anche Hadj Alija

La moschea Chicman Ibrahim Pacha fu costruita nel 1563 da Hadj Alija. La cupola della moschea è conosciuta per la sua notevole acustica. Fu restaurata negli anni 70, ma gravemente danneggiata durante la guerra in Bosnia nel 1993. Fu restaurata di nuovo nel 2002.

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Visitando la Fortezza

CROAZIA – RAGUSA-DUBROVNIK

DUBROVNIK

Dopo aver lasciato la Bosnia proseguiamo verso la prossima tappa del nostro viaggio, Dubrovnik. Si tratta di un autentico gioiello, non solo della Croazia, ma di tutte le località che si affacciano sul Mare Adriatico. Ci sono stato diverse volte e per me, tra tutte le città che ho visitato in giro per il mondo, questa è una delle più affascinanti. La città vecchia è un incanto e se volete tornare indietro nel tempo per capire quanto fosse potente la “Serenissima Repubblica di Venezia”, ebbene Dubrovnik è il posto giusto.

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Dubrovnik conosciuta anche come la Perla dell’Adriatico è la città più meridionale della Croazia e anche la più famosa, meta di crociere (purtroppo) e visite durante tutto l’anno, non solo nel periodo estivo. Ogni angolo, vicolo e stradina di questa bellissima città nasconde un tesoro e tra le mura della città vecchi si respira la Storia.

Dubrovnik è circondata da 1940 m di mura medievali che si sono conservate nei secoli nella loro forma originaria. Le mura, simbolo della città, sono aperte ai visitatori e, insieme alla città, sono protette dall’UNESCO dal 1979.

È protetta dalla bora dal monte Srd e dallo scirocco dall’isola di Lokrum. Insieme ai laghi di Plitvice è una delle maggiori attrazioni della Croazia, fermata obbligata per le maggiori navi crociera che solcano il Mediterraneo.
Il territorio intorno alla città vecchia è coperto da una rigogliosa vegetazione mediterranea, numerosi giardini e arboreti, colture di limoni e aranci – piante tropicali e subtropicali portate nei secoli dai marinai di ritorno dai loro viaggi.

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Parte delle mura viste dall’esterno

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La famosa “Porta Pile”

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La discesa porta all’entrata di cui si intravede a sinistra in basso parte dell’arco

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La Grande Fontana d’Onofrio si trova al centro della piccola piazza dopo l’ingresso da Porta Pile. È stata costruita nel 1438 dal costruttore napoletano Onofrio Giordano, noto anche come Onofrio della Cava, con cui la Repubblica di Venezia aveva stipulato un contratto per la costruzione dell’acquedotto cittadino. Onofrio portò in città l’acqua della sorgente Sumet, distante dodici chilometri dalla città, da cui nasce il fiume Ombla.
La fontana fu gravemente danneggiata nel terremoto del 1667, e l’aspetto attuale è una ricostruzione del volume architettonico. Si sono conservati solo i sedici rilievi dei mascheroni, dalle cui bocche scorreva l’acqua.

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La Piccola Fontana d’Onofrio

STRADUN

Lo “Stradun”

Il famoso Stradun di Dubrovnik, chiamato in realtà Placa, è il luogo di passeggio preferito di ogni abitante di Dubrovnik, specialmente dei giovani, e dei turisti da ogni parte del mondo. È la via centrale ed è di per sè un’attrazione turistica.

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A sinistra la Chiesa di San Salvatore ed il Monastero dei Francescani. Si trovano all’inizio dello “Stradun”

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Palazzo Sponza

Palazzo Sponza, uno dei pochissimi edifici ad aver resistito al terremoto del 1667, è un perfetto mix tra architettura gotica e design rinascimentale. Costruito inizialmente come ufficio della dogana, nel corso degli anni l’edificio è stato utilizzato anche come Zecca di stato, tesoreria e banca. Oggi, la struttura ospita la sala del memoriale dedicata alla Guerra di indipendenza croata ed è spesso adibita a sala per esposizioni e altri eventi.

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Veduta laterale della Cattedrale dell’Assunzione di Maria

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Dubrovnik di notte, illuminata, è un incanto!

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La Chiesa di San Biagio

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Le mura di Dubrovnik

Le mura di Dubrovnik che circondano e proteggono la città vennero costruite a partire dal XII secolo. Sono lunghe 1940 m e larghe da 4 a 6 metri nel tratto verso la terraferma e da 1,5 a 3 m nella parte rivolta verso il mare, e sono alte fino a 25 m in alcuni punti. Ci sono poi 3 torri rotonde, 12 torri quadrangolari, 5 bastioni, 2 fortezze angolari e la splendida fortezza di San Giovanni o Sveti Ivan. La visita alle mura di Dubrovnik inizia dalla torre di Porta Pile, raggiungibile con una scalinata che parte dalla chiesa di San Salvatore.

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Parte della città vista dalle mura

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Vista della città dall’alto del Monte Srd, in italiano Monte Sergio, raggiungibile con una funivia.

La funivia di Dubrovnik sale sul Monte Srđ in meno di quattro minuti partendo da una stazione situata immediatamente a nord delle mura cittadine. Dalla stazione di arrivo, posta a un’altezza di 405 m, si gode un magnifico panorama sui tetti in cotto della città fino all’Isola di Lokrum, con lo sfondo del mare e le lontane Isole Elafiti che si stagliano all’orizzonte.

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La Croce Bianca sul Monte Srd, distrutta durante la guerra 1991-95 e che è stata ricostruita.

MONTENEGRO 

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Il Montenegro è uno Stato della penisola balcanica che si affaccia sul mare Adriatico. Confina con la Serbia a nord-est, la Croazia ad ovest, la Bosnia ed Erzegovina a nord-ovest, il Kosovo (territorio conteso) ad est e l’Albania a sud-est.

Fino al 2 giugno 2006 la Repubblica del Montenegro è stata unita alla Repubblica di Serbia con il nome di Serbia e Montenegro. Dal 3 giugno 2006 il Montenegro è diventato uno Stato indipendente, proclamato a seguito del referendum sull’indipendenza del 21 maggio precedente.

La capitale è Podgorica (durante la Jugoslavia Titograd; letteralmente città di Tito).

Il nome fa riferimento al colore scuro e intenso delle foreste che un tempo coprivano le Alpi Dinariche, così come era possibile vederle dal mare.

MONTENEGRO – BOCCHE DI CATTARO

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Bocche di Cattaro

Caratterizzate da profondi bacini perfettamente riparati dal mare aperto, le bocche di Cattaro costituiscono uno dei migliori porti naturali del mar Mediterraneo. Grazie a questa caratteristica, unitamente alla facile difendibilità, furono un importante punto strategico illirico, greco e quindi romano e bizantino.

Per 3 secoli la Repubblica di Venezia e poi l’Impero Austro-ungarico hanno costituito una munitissima quanto inespugnata base navale militare. Cattaro era il capoluogo dell’Albania Veneta considerata dal punto di vsita strategico un punto importantissimo per il controllo dell’Adriatico e per contrastare l’espansione ottomana.

MONTENEGRO – CATTARO

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Cattaro

La città si specchia nelle Bocche di Cattaro, un’articolata serie di profondi bacini perfettamente riparati dal mare aperto, che costituiscono il più grande porto naturale del mar Adriatico e che ricordano vagamente, per il loro profilo frastagliato, i fiordi norvegesi. Le Bocche di Cattaro, assieme a Cattaro stessa, garantiscono alla regione un afflusso turistico in costante aumento. Alle loro spalle sono presenti le Alpi Dinariche, catena montuosa che si sviluppa dal Carso italiano al Kosovo.

Tra il 1420 e il 1797 Cattaro e la regione circostante appartennero alla Repubblica di Venezia. Nell’aprile 1941, in seguito alla conquista militare della Dalmazia jugoslava durante la seconda guerra mondiale, Cattaro, il suo entroterra (circa 600 km²) e l’isolotto albanese di Saseno (già parte della provincia italiana di Zara) vennero annessi all’Italia.

Occupata dai tedeschi dopo il proclama Badoglio dell’8 settembre 1943, a guerra terminata Cattaro fu riunita alla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia di Tito quale parte della Repubblica Socialista del Montenegro. Il 15 aprile 1979 un altro terremoto danneggiò la città, che venne prontamente restaurata.

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Arrivo a Cattaro. Come sempre molta folla.

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Alle mie spalle parte delle mura della città e l’entrata principale, la Porta del Mare.

Le fortificazioni di Cattaro includono mura, torri, cittadelle, porte, bastioni, forti, cisterne, un castello, e altri edifici e strutture. Tutto il sistema difensivo è il risultato di secoli di architettura militare delle potenze di Illiria, Bisanzio, Venezia e Austria.

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La Porta del Mare

La Porta del Mare è una delle porte di accesso alla città vecchia di Cattaro, una delle più belle della costa dalmata. Delle tre porte è quella più monumentale, più imponente e maestosa e, come dice il nome, si affaccia proprio sul mare. O meglio, si trova proprio di fronte al punto di approdo delle navi da crociera, dalle quali scendono orde di turisti che passano inevitabilmente tutti di qui per entrare, appunto, nella città vecchia.

La porta, così come le mura, risale all’epoca della dominazione veneziana. Di fianco alla porta, sul lato destro arrivando dal mare, c’è un bel leone di San Marco che tiene in mano un libro, il Vangelo, aperto alla pagina con la celebre dicitura “Pax tibi Marce Evangelista Meus”.

La Serenissima disponeva di due bandiere raffiguranti il Leone di San Marco, una usata in tempi di pace, con il Vangelo aperto, mentre in tempi di guerra era usata quella con il Vangelo chiuso. Sopra il portone, c’è incisa una data, 21 novembre 1944 con una stella (di Tito) per ricordare la liberazione dai tedeschi.

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Un’altra bella veduta della Porta del Mare

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Alle mie spalle il Leone di San Marco

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Il Leone di San Marco

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La Piazza d’Armi

La più grande piazza della città ospita la Torre dell’Orologio, il Palazzo Ducale, l’edificio dell’Arsenale, il teatro di Napoleone e la torre della guardia cittadina. II nome Piazza d’Armi è dovuto al fatto che proprio qui, al tempo del governo veneto, si trovava il luogo adibito alla riparazione e al deposito delle armi.

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La Piazza d’Armi

 

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Cattedrale di San Trifone

Trifone (Lampsaco, 232 – Nicea, 2 febbraio 250) è stato un giovane greco di fede cristiana che subì il martirio al tempo della persecuzione dell’imperatore Decio (249-251).

I lavori per costruzione della cattedrale di Cattaro hanno avuto inizio nel 1124. I lavori si sono conclusi il 19 giugno 1166, quando la chiesa, in stile romanico con elementi di architettura bizantina, è stata solennemente consacrata. La chiesa è stata gravemente danneggiata e ricostruita dopo il terremoto del 1667, nel quale sono andati perduti la facciata ed i campanili originali. Un altro forte terremoto nell’aprile 1979 ha notevolmente danneggiato l’edificio, successivamente sottoposto a restauro. Durante la ristrutturazione sono stati introdotti elementi di architettura e decorazione d’interni, nello spirito e gusto del tempo in cui sono eseguiti.

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Interno della Cattedrale di San Trifone

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La chiesa di San Luca

È una costruzione romanica, dalle dimensioni modeste e armoniose. L’interno è a navata unica, suddivisa in tre arcate e con una bassa cupola poggiante su una base quadrata.

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Particolare dell’interno della Chiesa di San Luca

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Chiesa di San Nicola

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Se non altro per ragioni storiche, qui apro una parentesi sulla Principessa Elena del Montenegro che andò in sposa al Re d’Italia Vittorio Emanuele III, divenendo quindi Regina d’Italia.

Nacque a Cettigne, all’epoca capitale del Principato del Montenegro. Figlia del futuro re del Montenegro Nicola I.

Elena crebbe schiva e riservata ma anche piuttosto caparbia, molti ricordano che era ben difficile farle cambiare idea. Molto attaccata alle tradizioni, di animo sensibile e una mente vivace e curiosa, era dotata di un forte amore per la natura: il suo fiore preferito era il ciclamino.

Studiò nel collegio Smol’nyj di Pietroburgo, frequentò la casa reale russa e collaborò con la rivista letteraria russa Nedelja pubblicando poesie. Era una donna molto alta (180 cm).

Il matrimonio con Vittorio Emanuele III fu celebrato il 24 ottobre 1896: la cerimonia civile si tenne al Quirinale, quella religiosa nella Basilica romana Santa Maria degli Angeli alla quale la madre di Elena non partecipò perché ortodossa osservante.

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La Regina Elena

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La Regina Elena con il Re Vittorio Emanuele III

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Grazie per il commento. A tutti risponderò personalmente, ma per la protezione dei dati esso non verrà pubblicato.