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Riprendiamo il nostro viaggio da Cattaro. Ci accingiamo a lasciare la bellissima città montenegrina per dirigerci in Albania dove visiteremo la sua capitale Tirana. Prima di lasciare definitivamente il Montenegro faremo però una breve sosta sull’isoletta “Sveti Stefan”, Santo Stefano, per pranzare nel lussuoso Hotel a cinque stelle Aman Sveti Stefan.
Sveti Stefan è una piccola isola rocciosa, che si trova vicino alla città di Budva. Collegata artificialmente alla costa, l’isola fu originariamente il sito di una città-fortezza costruita dalla tribù Pastrovic nel XV secolo per difendersi dai pirati e dai conquistatori. Oggi, l’isola è stata trasformata in un hotel di lusso. Questo tipo di isola-albergo è unico non solo sulla costa montenegrina, ma anche lungo l’intera costa adriatica.
ALBANIA
L’Albania confina a nord-ovest con il Montenegro, a nord-est con il Kosovo, a est con la Macedonia del Nord e a sud con la Grecia. Le sue coste si affacciano sul Mar Adriatico (sul Canale d’Otranto) e sullo Ionio. La capitale d’Albania è Tirana. La seconda città più importante dello Stato è Scutari, spesso considerata la capitale culturale. Altri maggiori centri urbani sono Durazzo e Argirocastro. Nel 1478 il territorio del Principato dell’Albania, dopo un’ardua difesa durata ventiquattro anni guidata da Giorgio Castriota (Gjergji Kastrioti) detto “Scanderbeg”, nobile e principe d’Albania e re dell’Epiro, cadde inesorabilmente sotto il dominio turco-ottomano.
Nel 1939 l’Albania fu occupata dall’esercito italiano.
Dal 1946 al 1990 l’Albania fu uno Stato comunista estremamente isolazionista, stalinista e anti-revisionista, che dedicò poche energie alla cooperazione politica anche con gli altri stati comunisti del Patto di Varsavia dominato dall’Unione Sovietica.
ALBANIA – TIRANA
È la capitale dell’Albania. Situata al centro del paese, circa 35 km a est di Durazzo e circa 40 km a nord-ovest di Elbasan, sorge in una valle circondata da alte montagne e affiancata da diversi laghi e da una riserva naturale nazionale.
Tirana è il principale centro politico, industriale e culturale dell’Albania. Le industrie principali sono quelle dei settori di costruzione edile, alimentare, elettro-meccanico, tessile, farmaceutico, e metallurgico.
Durante la seconda guerra mondiale, dopo l’occupazione dell’Albania da parte prima delle truppe italiane e poi tedesche, Tirana divenne il fulcro della resistenza. Appena due anni dopo la liberazione del paese da parte delle potenze dell’Asse nel 1944, il paese fu dichiarato repubblica popolare socialista.
Nel novembre 1944 vi si insediò il governo comunista di Enver Hoxha. Da quel momento in poi, gran parte dello sviluppo della città è legato all’influenza dell’Unione Sovietica prima e della Cina dopo, fino al crollo dello stato comunista nel 1991.
Sullo sfondo l’Hotel Rogner , il nostro albergo.
Dietro di me la “Piramide di Tirana”
La Piramide, è stata costruita nel 1987, due anni dopo la morte del dittatore Enver Hoxha, per diventare il suo mausoleo. La sua struttura tipicamente socialista, opera di uno dei migliori architetti albanesi, Klement Kolaneci (genero di Enver Hoxha), oltre a ricondurre inizialmente all’idea del potere e alle forme socialiste, vista dall’alto assume la forma di un’aquila bicefala, simbolo nazionale degli albanesi. Pare che debba essere demolita e sostituita da un modernissimo complesso per la sede del parlamento.
Museo Storico Nazionale
Il Museo storico nazionale è il più grande museo del paese. È stato inaugurato il 28 ottobre 1981. Comprende le seguenti sezioni: antichità, medioevo feudale , cultura albanese, diaspora arbëreshe, rinascita romantica nazionale (rilindja), la partecipazione albanese alla Rivoluzione Spagnola del ’36, la resistenza partigiana al nazi-fascismo nella seconda guerra mondiale e il periodo dello stato comunista. Vi si trova inoltre una sezione di storia filatelica, una dedicata a Madre Teresa e una alla visita di Giovanni Paolo II in Albania.
Museo Storico Nazionale, la statua di Scanderbeg.
Giorgio Castriota, detto Scanderbeg, (Kruja, 6 maggio 1405 – Alessio, 17 gennaio 1468), è stato un condottiero e patriota albanese. Eroe nazionale dell’Albania e degli albanesi, difese il suo paese dall’invasione ottomana, per tale motivo ottenne da papa Callisto III gli appellativi di “atleta di Cristo e difensore della fede”, le sue gesta ispirarono nei secoli le rapsodie, la letteratura, le arti e mantennero vivo negli albanesi lo spirito di libertà.
Museo Storico Nazionale
Museo Storico Nazionale
Veduta parziale della Piazza Scanderbeg
Piazza Giorgio Castriota Scanderbeg è la piazza principale di Tirana, capitale dell’Albania. La piazza prende il nome dall’eroe nazionale albanese Giorgio Castriota Scanderbeg ed è il luogo simbolico non solo della capitale ma dell’intero universo albanese. Con i suoi cinque ettari di superficie rappresenta idealmente il centro geografico e politico dell’Albania.
Piazza Scanderbeg
Moschea Ethem Bey
La costruzione venne iniziata nel 1789 dal turco Molla Bey e completata nel 1823 da suo figlio, Haxhi Ethem Bey, discendente di Sulejman Pasha.
La moschea prese relativamente importanza dopo la realizzazione di piazza Scanderbeg proprio nei suoi pressi, nel periodo del protettorato italiano dopo l’indipendenza dell’Albania dall’Impero ottomano (1912).
Chiusa durante la dittatura comunista, nel 1991 diecimila persone, nonostante l’opposizione delle autorità, decisero di entrarvi per pregare, e la polizia non intervenne. L’evento fu una pietra miliare nella rinascita delle libertà religiose in Albania.
Moschea Ethem Bey – Veduta interna
Moschea Ethem Bey
Cattedrale della Risurrezione di Cristo
La cattedrale della Risurrezione di Cristo è la sede principale della chiesa ortodossa albanese. Si trova nella città di Tirana, in Albania.
L’edificio originale, distrutto più volte durante la dominazione turco-ottomana, fu costruito nel 1865 presso l’attuale Piazza Scanderbeg, per essere poi chiuso al culto nel 1967, nel periodo della dittatura comunista d’Albania. In quegl’ anni l’antica cattedrale fu totalmente distrutta dal regime comunista per erigere al suo posto l’Hotel Internazionale Tirana.
Nel 2012, dopo circa dieci anni di lavori, è stata completata la nuova cattedrale, a poca distanza dalla Piazza Giorgio Castriota Scanderbeg.
ALBANIA – KRUJA
Veduta aerea della città di Kruja
Kruja è un comune albanese situato nella Prefettura di Durazzo. Qui nacque nel 1405 l’eroe nazionale albanese Giorgio Castriota Scanderbeg.
Il nome della città deriva dalla parola albanese krua-kroi, che significa sorgente-fontana: Kruja era infatti la città delle fonti, essendo situata nei pressi di alte montagne e ricca di acque che scendevano in città.
Kruja ha diversi luoghi di attrazione turistica, come il castello medievale, ultima roccaforte della resistenza albanese all’oppressore turco-ottomano che oggi ospita il Museo Nazionale Giorgio Castriota Scanderbeg, la cittadella, con i suoi vecchi negozi oggi restaurati ed il Bazar.
Qui si trova anche l’interessantissimo Museo Etnografico di Kruja ricavato da una abitazione appartenuta ad una delle famiglie più abbienti della città, i Toptani.
La casa è un vero spaccato delle tradizioni di vita locale: la stanza degli uomini con i cuscini tipici della tradizione turca disposti sul pavimento in legno, la stanza delle donne con i merletti della dote e i vestiti tradizionali, un piccolo hamam (bagno turco) con il tipico sistema di riscaldamento e di rifornimento con acqua del bagno e delle pareti e la camera del fuoco con le incisioni sul focolare e le pitture murali ben conservate, nonché la cucina con i contenitori in coccio e le stoviglie di legno.
Particolarmente interessante è il pianoterra dove vengono conservati i macchinari e gli utensili per la produzione della shajak, tipica stoffa di lana, del formaggio, del burro e per l’estrazione dell’olio.
Questa casa-museo con i suoi spazi e con i prodotti dell’artigianato locale mostra i gusti estetici e le consuetudini di vita della città.
Il Castello di Kruja
Il Castello di Kruja fu costruito nel IV e V secolo d.C. sui resti di un precedente insediamento illirico del III secolo a.C.
Grazie a successivi ampliamenti, alla fine del XII secolo il castello raggiunse la forma completa e divenne un centro delle guarnigioni bizantine.
Grazie alla lunga inespugnabilità del castello, caposaldo dei domini di Scanderbeg e della resistenza contro i turchi ottomani, essa divenne una delle città più note nell’Europa medioevale. Il 15 ottobre 1478, solo grazie a un negoziato i turchi riescono a entrare nel castello di Kruja. Una volta entrati, infrangendo i patti, passarono a fil di spada tutte le persone trovate all’interno del castello.
Oggi vi ha sede il Museo Nazionale “Gjergj Kastrioti Skënderbeu”.
Le foto seguenti ritraggono la visita fatta alla Museo Etnografico di Kruja
Il Museo Etnografico
Ultima foto prima della partenza
MACEDONIA
La Macedonia del Nord, ufficialmente Repubblica della Macedonia del Nord è uno Stato della penisola balcanica nell’Europa sud-orientale. Fino al 2019 il nome ufficiale dello Stato era Repubblica di Macedonia: per questo il Paese è stato coinvolto in un’annosa disputa sul proprio nome con la Grecia, conclusosi nel giugno 2018 grazie all’accordo di Prespa. Stato senza sbocco al mare, è situata nell’Europa del sud-est, nella parte centrale della Penisola balcanica e ha la posizione di un crocevia strategico e ponte tra l’Europa e i paesi vicini dell’Asia e i dell’Africa del nord. Appartiene al gruppo di paesi dei cosiddetti Balcani Occidentali ed è circondata dai paesi confinanti- Serbia e Kosovo al nord, Bulgaria all’est , Grecia al sud ed Albania all’ovest. Le lingue ufficiali parlate in Macedonia del Nord sono lo slavo-macedone, simile al bulgaro e con alfabeto cirillico, e l’albanese. La capitale è Skopje.
Per chi ama scoprire destinazioni autentiche, lontane dalle rotte del turismo di massa, non c’è nulla di meglio della Macedonia. Prima di tutto, si tratta di una terra antica. Anzi, antichissima, dato che già nel paleolitico esistevano insediamenti umani, e che nel neolitico la Macedonia fu lambita dalla cultura di Vinča, originaria della Serbia.
Se in epoca antica la Macedonia fu un regno molto potente, capace di tenere testa pure ai romani (salvo essere sconfitta, nel 168 a.C. a Pidna, dal generale Paolo Emilio), nel Medio Evo la Macedonia fu il cuore di ben due imperi. Il primo fu quello bulgaro dello zar Simeone — l’odierna Skopje fu persino capitale del vasto territorio, che si estendeva dal Mar Nero al Mar Egeo –, il secondo fu quello della Grande Serbia, il più potente stato balcanico del XIV secolo. Fu anche una provincia strategica dell’impero bizantino, e dal XV secolo in poi fece parte dell’immenso impero ottomano. Insomma, da che mondo è mondo, la bella Macedonia è sempre stata una terra al centro della storia.
Anche se è poco più piccola della Sicilia, grazie al suo passato millenario la Macedonia offre innumerevoli tesori culturali, artistici e storici, e vanta paesaggi mozzafiato.
MACEDONIA – LAGO DI OCRIDA
Ocrida è un lago, ma in realtà è così bello e grande che con un po’ di fantasia lo si potrebbe definire un piccolo mare. E in effetti ha una superficie di 358 chilometri quadrati, poco meno del lago di Garda (e molto più del lago Maggiore o del lago di Como). Si tratta di un lago antico, molto antico: esiste da un milione di anni, un’età tale da farne, probabilmente, il lago più vecchio del Vecchio Continente. Ma a dispetto dei millenni, il lago è un grande scrigno di biodiversità. Patrimonio naturale dell’Unesco dal 1979, questo “meraviglioso surrogato di mare” trabocca di “molluschi, piante e pesci, come la meravigliosa trota autoctona (letnica, in macedone), mentre le sue sponde sono una cuccagna per gli appassionati di birdwatching, dato che ci si può imbattere in aquile imperiali, cigni e pellicani crespi”.
MACEDONIA – OCRIDA
Se il lago di Ocrida è un tesoro per i naturalisti, l’omonima cittadina di Ocrida è una delle perle culturali di tutta la Macedonia. Si affaccia con grazia sullo specchio d’acqua, che si può ammirare in tutta la sua bellezza. Deriva dall’antichissima Lychnidos, città che la leggenda vuole fondata da Cadmo, mitico re di Tebe, fratello di Europa (sì, la bella fanciulla rapita da Zeus trasformatosi in toro bianco). In epoca romana Ocrida fu un importante centro commerciale ed economico, grazie alla sua felice posizione sulla via Egnatia, che collegava il porto dell’odierna Durazzo con Bisanzio.
I tempi di Cesare e Ottaviano sono ormai lontani, ma la dominazione romana ha lasciato a Ocrida un patrimonio architettonico e artistico inestimabile, inclusi alcuni eccellenti esempi di arte musiva. Nel medioevo fu il fulcro della fede cristiana in Macedonia. Soprannominata la “Gerusalemme degli ortodossi”, Ocrida vanta molte splendide chiese, ed è nota nel mondo slavo perché qui san Clemente, discepolo dei santi Cirillo e Metodio, fondò un monastero che formò migliaia di studenti. Tra le meraviglie della cittadina la cattedrale, costruita tra il XI e il XIV secolo, con bellissimi affreschi, e la fortezza dello zar bulgaro Samuele.
Ocrida, centro.
Sullo sfondo il minareto della Moschea Hadzi Turgut.
La moschea fu probabilmente costruita all’inizio del XVI secolo. È conosciuta con il nome di “Krst Dzamija” (Moschea della Croce) tra i cristiani. La leggenda narra che al suo posto esistesse una chiesa chiamata St. Nedela che gli ottomani abbatterono per costruire una moschea, il cui minareto, ogni notte, veniva misteriosamente demolito. Alla fine, i suoi costruttori decisero di mettere una croce sulla sua cima. Da allora il minareto non fu più demolito. Ma se uno chiede ai turchi più anziani che vivono a Ocrida, la loro storia sarà ovviamente molto diversa …
Veduta della città alta
Statua di Clemente di Ocrida
Clemente di Ocrida (840 – 916) è stato un vescovo bulgaro, venerato come santo dalla Chiesa ortodossa e dalla Chiesa cattolica.
Cattedrale di Santa Sofia
L’attuale chiesa fu costruita nel 1035 dall’arcivescovo Lav, la facciata con le torri e le gallerie aperte furono costruite nel 1317 dall’arcivescovo Gregory. Il portico laterale fu aggiunto quando la chiesa fu trasformata in una moschea dai turchi. All’interno si trovano splendidi affreschi dell’XI secolo, con scene dell’antico testamento e di una processione di angeli che si inchinano alla Vergine Maria.
Chiesa della Santa Bogorodica Periblepta
Santa Bogorodica Periblepta – La chiesa fu costruita e dipinta nel 1295. È dedicata alla Vergine Maria Periblepta, dal greco Περίβλεπτος, “Onnisciente e chiaroveggente”.
La chiesa fu dipinta da Michele ed Eutychius, due giovani pittori. Il loro lavoro mostra che gli stili successivamente adottati nel Rinascimento erano già presenti nell’arte bizantina molto prima di Gioto. Gli affreschi che hanno dipinto hanno tutti gli elementi dell’arte rinascimentale tranne la prospettiva.
L’entrata della Chiesa
Il Monastero di San Naum
San Naum di Ocrida, anche conosciuto come san Naum di Preslav (830 circa – 23 dicembre 910), fu uno scrittore bulgaro, studioso medioevale e maestro; è venerato come santo dalla Chiesa ortodossa.
Il Monastero di San Naum è un monastero ortodosso orientale nella Macedonia del Nord, che prende il nome dal medievale San Naum che lo fondò. Si trova lungo il lago di Ocrida, 29 chilometri a sud della città di Ocrida.
Si tratta di un monastero in stile bizantino risalente al 905 d.C., immerso nella natura e affacciato sul lago di Ohrid da cui si ammirano panorami da cartolina. Dal 1912 al 1925 questa zona apparteneva all’Albania. In tale anno il re albanese Zog, regalò il monastero e l’area circostante agli jugoslavi come ringraziamento per averlo aiutato a riprendere il potere. Inutile dire quanto fu, ed è tuttora, (giustamente) grande lo scontento degli albanesi per aver perso un luogo di tale valore storico e unico dal punto di vista della bellezza architettonico-naturalistica.
Uno dei splendidi pavoni che contribuiscono alla bellezza del Monastero.
Antico teatro di Ocrida
L’antico teatro di Ocrida del periodo ellenistico fu costruito nel 200 a.C. ed è l’unico teatro di tipo ellenistico nel paese poiché gli altri tre di Scupi, Stobi e Heraklea Lynkestis sono di epoca romana.
Durante l’epoca romana, il teatro veniva utilizzato anche per combattimenti tra gladiatori. Tuttavia, poiché il teatro era anche un sito di esecuzioni di cristiani da parte dei romani, si è rapidamente trasformato in un sito altamente non apprezzato dai locali.
Dalla fine degli anni 80, il teatro è di nuovo un luogo di spettacoli pubblici, come spettacoli teatrali, concerti, opere liriche, spettacoli di balletto.
Fortezza di Ocrida
Sulla strada per Ocrida si scorge in lontananza una collina su cui spicca una fortezza. Sono le mura all’interno delle quali un tempo vivevano gli abitanti dell’antica città. Menzionate per la prima volta nel III secolo a.C. dallo storico Tito Livio come le mura della città Lychnidos, furono in seguito dettagliatamente descritte nel V secolo quando la fortezza si difendeva dagli attacchi tribali nel periodo delle grandi migrazioni.
La fortezza è stata usata nel periodo romano e in quello bizantino, mentre durante il regno dello Zar Samuil è stata fortificata e ampliata. La forma odierna risale al periodo dello Zar Samuil anche se esistono fonti che parlano di distruzioni e ricostruzioni da parte dei Turchi e dei Bizantini. Oggi sono conservate 18 torri e 4 porte di questa fortezza che rappresenta il simbolo di Ohrid.
Chiesa di San Giovanni a Kaneo
È una chiesa ortodossa situata sulla scogliera sopra la spiaggia di Kaneo, affacciata sul lago di Ocrida. La chiesa è dedicata a Giovanni di Patmos, lo scrittore dell’Apocalisse. La data di costruzione della chiesa rimane sconosciuta, ma i documenti che descrivono in dettaglio la proprietà della chiesa suggeriscono che fu costruita prima dell’anno 1447. Gli archeologi ritengono che la chiesa fu costruita qualche tempo prima dell’ascesa dell’Impero ottomano molto probabilmente nel 13 ° secolo. I lavori di restauro nel 1964 portarono alla scoperta di affreschi nella sua cupola.
Monastero di San Pantaleone
Il monastero di San Pantaleone è un monastero di Ocrida, situato a Plaošnik. È attribuito a Clemente di Ocrida, un discepolo di San Cirillo e San Metodio. Gli archeologi sono giunti a credere che il monastero fosse il sito dove si istruirono i primi studenti dell’alfabeto glagolitico (usato per tradurre la Bibbia in antico slavo ecclesiastico). Molti archeologi credono che Clemente stesso progettò e costruì il monastero.
Il monastero sorge su una collina che è ora nota come Plaošnik e domina il Lago di Ocrida. Clemente costruì il suo monastero su una chiesa restaurata e una basilica romana di cinque parti (i resti della basilica si possono ancora vedere fuori del monastero). Giudicando dallo stile architettonico e dal progetto del monastero, i ricercatori dicono che San Clemente intendesse che il suo edificio fosse una scuola letteraria, così si ritiene che fosse la prima e la più antica università discontinua in Europa.
L’esterno del monastero contiene un gran numero di mosaici finemente dettagliati non lontano da un fonte battesimale usato per battezzare i suoi discepoli.
Alla fine della giornata torniamo a Ocrida con la barca, facendo una bellissima gita sul lago.
La serata è stata molto piacevole. Hanno organizzato in albergo, solo per noi, uno spettacolo tipico di folklore macedone.
MACEDONIA – ERACLEA LINCESTIDE
Eraclea Lincestide
Heraclea Lyncestis fu un’antica città greca, situata 2 km a sud dell’attuale città di Bitola, nella Macedonia del Nord. Fu fondata da Filippo II di Macedonia verso la metà del IV secolo a.C., che, dopo aver conquistato la regione circostante della Lincestide, la incorporò nel suo Regno di Macedonia.
Teatro romano
L’imperatore romano Adriano edificò il teatro nel centro della città, su una collina, quando si stavano restaurando molti edifici della Provincia romana di Macedonia. Cominciò ad essere utilizzato sotto il regno di Antonino Pio.
Mosaici
I mosaici trovati durante gli scavi facevano parte di due basiliche paleocristiane: Basilica Maggior e Basilica Minore. I pavimenti di questi spazi sono costituiti da mosaici con disegni geometrici e floreali. Sono raffigurati anche uccelli, alberi, cervi, un cane rosso, che simboleggia il Paradiso, e bestie che simboleggiano il dominio terrestre.
Il pavimento a mosaico della Basilica Maggiore è rappresentato sul verso della banconota macedone da 5000 dinari emessa nel 1996
Visto che siamo in un teatro romano mi sembra giusto salutare romanamente.
MACEDONIA – BITOLA
Bitola localizzata nella parte sud-occidentale della Macedonia del Nord, è una città di rilevante importanza nella storia della Macedonia. È per numero d’abitanti la terza città, preceduta solamente dalla capitale Skopje e da Kumanovo.
Venne costruita nel V secolo a.C., su iniziativa del re macedone Filippo II. Venne conquistata dagli Ottomani nel 1382. Con la stabilizzazione definitiva della regione dopo la vittoria turca sui serbi a Kosovo Polije nel 1389, ne divenne il principale centro economico e commerciale. A causa della sua costante crescita economica , il numero di immigrati, principalmente turchi, aumentò considerevolmente. A partire dal XVI secolo ospitò una fiorente comunità ebraica sefardita in fuga dall’Inquisizione spagnola e portoghese.
Nel 1940 Bitola fu la prima città iugoslava ad essere attaccata dalle forze dell’Asse. In quell’anno infatti, sebbene la Iugoslavia non fosse in guerra con l’Italia, fu bombardata dalla Regia aeronautica. L’anno seguente fu occupata dall’esercito bulgaro che deportò i circa 3.000 ebrei che abitavano in città. Bitola fu liberata dai partigiani jugoslavi il 4 novembre 1944.
Qui comincia la via principale della città, “Shirok Sokak”.
La Moschea Nuova
Si trova nel centro storico della città macedone, a pochi metri dalla torre dell’orologio. Venne costruita tra il 1558 ed il 1559 da Khadi Mahmud Effendi. Fu chiusa al culto nel 1943 e riaprì come galleria d’arte nel 1957. All’interno, così come all’esterno e sul minareto alto 39 m, sono presenti splendide decorazioni di maiolica.
Dietro di me il busto di Tito. Al suo funerale nel 1980 andarono capi di stato di tutto il mondo per via del suo regime comunista “dal volto umano”. Un comunista è sempre un comunista. Una brutta razza che va estirpata.
MACEDONIA – TIKVES
Tikves è una pianura situata nella Macedonia settentrionale centrale, nota per un lago artificiale. Ospita le città di Kavadarci e Negotino. Famosa per il suo vino, Tikveš è il centro della produzione vinicola macedone coltivata da oltre 120 anni. La regione è anche molto famosa per il suo yogurt e latte acido. Interessantissima è la visita alla famosa cantina vinicola “Stobi”.
Veduta laterale della struttura principale della cantina.
L’enorme cantina con i barili per la fermentazione del vino
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MACEDONIA – SKOPJE
La città di Skopje con più di un quarto della popolazione del Paese, è il centro politico, culturale, economico ed accademico della nazione. Conosciuta al tempo dei romani sotto il nome di Scupi, la città si è sviluppata rapidamente dopo la seconda guerra mondiale, ma questa crescita venne interrotta nel 1963, quando fu colpita da un disastroso terremoto.
Si trova lungo il corso superiore del fiume Vardar (Assio) e su una delle strade principali dei Balcani tra l’Europa centrale ed Atene. È un centro principale per le industrie metalmeccaniche, chimiche, tessili, di stampa e concerie, ma ha sofferto molti fallimenti dal 1991. Lo sviluppo industriale della città è stato accompagnato dallo sviluppo del commercio e del settore bancario, così come nel campo della cultura e dello sport. Skopje è anche un mercato di prodotti agricoli e zootecnici. L’università risale al 1949, quindi la città è anche un importante centro culturale nell’ambito della Repubblica. Ospita uno dei due aeroporti dello stato.
Ebbe origine da un insediamento illirio, Scupi, conquistato dai Romani e centro importante prima della Dardania e poi della Mesia. Per la sua posizione strategica sotto Augusto fu sede di una fortezza legionaria. Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, Skopje cadde sotto il dominio bizantino e a Tauresio, a 20 chilometri dalla città, nacque Giustiniano, uno degli imperatori che resero grande Costantinopoli.
La prima volta che la visitai ricordo quanto fui colpito dall’allegria e dal senso di ospitalità dei suoi abitanti. Alcuni la definiscono “una delle capitali più kitsch del pianeta”, ma poco importa, quando ci torno riesce ad avvincermi sempre di più.
Piazza Macedonia, la più centrale e la più famosa della città.
Piazza Macedonia – Alle mie spalle la statua di Alessandro il Grande.
Alessandro il Grande
Piazza Macedonia – L’edificio bianco di stile neoclassico ospita il Museo di Archeologia. Il ponte che si intravede davanti al museo è il famoso “Ponte di Pietra”, uno dei monumenti storici più importanti della città, costruito nel quindicesimo secolo sotto la dominazione ottomana e oggi interamente pedonale.
Alle mie spalle una veduta parziale del Museo della Lotta Macedone. A sinistra il “Ponte di Pietra”.
Il Parlamento
A sinistra il Teatro Nazionale, a destra il Museo della Lotta Macedone
Il Memoriale dell’Olocausto per gli ebrei della Macedonia è un monumento commemorativo all’olocausto dei 7.148 ebrei della Macedonia del Nord e alla storia degli ebrei nei Balcani
Museo della Città di Skopje
Fondato nel 1949, è situato in una ex stazione ferroviaria che fu parzialmente distrutto nel terremoto del 1963 . Il museo ospita esposizioni permanenti che rappresentano la storia di Skopje, dai primi insediamenti registrati intorno al 3000 aC ad oggi. L’orologio è fermo alle 18:17, orario che segna il momento esatto dell’inizio del terribile terremoto del 1963 che praticamente distrusse la città.
Il Teatro Nazionale
Fortezza di Skopje
La fortezza di Skopje è un imponente complesso di carattere militare che domina il centro cittadino della capitale della Repubblica di Macedonia. La struttura sorge su un colle posto lungo la sponda sinistra del fiume Vardar, presso il quartiere del vecchio bazar. La fortezza è uno dei simboli di Skopje, tanto da venire rappresentata nello stemma cittadino. L’attuale fortezza fu costruita a partire dal VI secolo con materiali di recupero, principalmente calcare e travertino, proveniente dalle rovine della città romana di Scupi, distrutta da un terremoto nel 518.
Fortezza di Skopje
Croce del Millennio
La Croce del Millennio è una struttura situata sulla cima del monte Vodno. Costruita per servire da monumento ai 2000 anni di cristianesimo in Macedonia del Nord e nel mondo, con i suoi 66 metri di altezza, oggi è una delle croci più alte della Terra. La costruzione della croce è iniziata nel 2002 ed è stata finanziata dalla Chiesa ortodossa macedone, dal governo macedone e dalle donazioni dei macedoni di tutto il mondo. La croce fu costruita sul punto più alto della montagna di Vodno in un luogo conosciuto fin dai tempi dell’impero ottomano come “Krstovar”, che significa “luogo della Croce”, poiché in quel luogo si trovava una croce più piccola.
Piazza Macedonia – Statuadi Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro il Grande.
Un nuovo complesso di statue dedicato a sconosciuti eroi macedoni è l’ultima aggiunta al massiccio rinnovamento architettonico sponsorizzato dal governo della capitale, noto come Skopje 2014.
Omaggio ai fondatori dell’organizzazione rivoluzionaria clandestina IMRO, movimento nazionale bulgaro. È il più vecchio partito nazionalista della Bulgaria.
Monumento ai bambini rifugiati macedoni – Ricorda l’evacuazione dei bambini macedoni nell’Europa orientale comunista (Jugoslavia) durante la guerra civile greca dal 1946 al 1949.
La Moschea “Murat Pasha”
Costruita nel 1436. L’insolita forma a 3 navate della basilica e il soffitto piatto (invece delle cupole) è dovuta al fatto che fu costruita (o adattata) sul monastero di San Giorgio, il monastero principale di Skopje prima dell’arrivo dei turchi. Sorge su un altopiano vicino alla torre dell’orologio. Le fortificazioni del monastero si trovano ancora attorno all’altopiano.
Il Vecchio Bazar di Skopje
Chiesa di San Clemente
Slavko Brezovski è stato uno degli architetti macedoni più talentuosi dell’epoca moderna. Progettò e costruì edifici modernisti nella Jugoslavia socialista. L’Ambasciata Jugoslava a Brasilia nel 1961 è il suo progetto. È stato ispirato da Oscar Niemeyer in Brasile e Kenzō Tange durante la pianificazione di Skopje dopo il terremoto di Skopje del 1963. Brezoski è stato uno dei più importanti professionisti durante il periodo di massimo impatto del Brutalismo sull’Architettura della Repubblica di Macedonia. Una delle sue opere più note è la Chiesa di San Clemente di Ohrid a Skopje.
La costruzione di questa chiesa iniziò nel 1972.
Veduta dello splendido interno della chiesa
La cupola centrale ha una superficie di 650 m². Per la prima volta al mondo, Gesù Cristo è dipinto su una superficie di 70 m².
Statua di Madre Teresa
La statua di Madre Teresa è dedicata alla famosa matriarca di Skopje, nata come Gondza Bojadziu nel 1910. Un simbolo di ispirazione e spiritualità. La statua si trova sulla stessa strada dove fu battezzata Madre Teresa.
La Casa-Memoriale di Madre Teresa
La casa-memoriale di Madre Teresa è dedicata al premio umanitario e premio Nobel per la pace Madre Teresa. Si trova nella sua città natale, Skopje, nella Macedonia settentrionale, dove visse dal 1910 al 1928.
La costruzione della casa è iniziata nel maggio 2008. Il progetto è stato finanziato dal governo della Macedonia e realizzato dal Ministero della Cultura. È una versione moderna e trasformata della casa natale di Madre Teresa con un carattere multifunzionale. All’interno della casa sono conservate parte delle sue reliquie, che sono state trasferite a Skopje con il sostegno della Chiesa cattolica romana di Skopje, un accordo annunciato da Nikola Gruevski alla sua apertura.
Il museo espone sculture di Madre Teresa e dei membri della sua famiglia. Una scultura mostra Madre Teresa come una bambina di dieci anni, seduta su una pietra e con in mano un piccione. La casa ospita anche mostre culturali e comprende una galleria di fotografie. L’architetto del progetto è Vangel Božinovski
La cappella all’interno del Museo
La Galleria con la raccolta di fotografie
Chiesa dell’Ascensione di Gesù
La chiesa dell’Ascensione di Gesù è una chiesa ortodossa macedone di Skopje, capitale della Macedonia del Nord. Si trova nello storico quartiere del vecchio bazar, a poche decine di metri dalla fortezza.
Il precedente edificio andò completamente distrutto in occasione dell’incendio del 1689, mentre la chiesa attuale fu costruita a metà del XVI secolo. Nel XIX secolo la chiesa fu completamente restaurata ed ottenne l’aspetto attuale. Nel 1824 venne collocato all’interno un iconostasi.
L’iconostasi (εικονοστάσι) è la parete decorata da icone che separa il naos dal presbiterio, lo spazio dedicato ai fedeli da quello riservato alla liturgia, la parte “sensibile” da quella “intellegibile”. Essa fu realizzata con il contributo delle maestranze artigiane del bazar.
Durante la dominazione ottomana venne posta sotto la giurisdizione della chiesa ortodossa greca fino al 1874, anno in cui la popolazione cristiana decise il passaggio sotto la chiesa ortodossa bulgara. Nel 1900 la chiesa tornò sotto il controllo greco.
All’interno della chiesa si trova la tomba del rivoluzionario macedone Goce Delčev.
In fondo a sinistra l’entrata al recinto della chiesa
L’iconostasi
L’interno della chiesa
BULGARIA
La Bulgaria confina con il mar Nero a est, con la Grecia e la Turchia a sud, con la Serbia e la Macedonia del Nord a ovest e con la Romania a nord, da cui è divisa dal fiume Danubio. La capitale è Sofia. Alcune culture preistoriche iniziarono a evolversi nelle terre bulgare durante il Neolitico. Inizialmente furono abitate dai Traci e successivamente dai Greci e dai Romani.
La prima traccia di un’unificazione etnica e nazionale bulgara si data con l’avvento del Primo Impero bulgaro, il quale dominava la maggior parte dei Balcani e divenne il fulcro culturale dei popoli slavi durante l’Alto Medioevo. Dopo un periodo di dominio bizantino lo Stato bulgaro risorse. Con la caduta del Secondo Impero bulgaro nel 1396 i suoi territori finirono sotto il controllo dell’Impero ottomano per quasi cinque secoli. Nel 1946 divenne una repubblica comunista governata da un sistema politico a partito unico sino al 1989, quando il Partito Comunista Bulgaro in seguito alla caduta della cosiddetta “cortina di ferro” concesse le elezioni pluripartitiche. Dopo il 1990 la Bulgaria divenne una democrazia con un’economia di mercato.
La più antica manifestazione artistica bulgara, precedente all’introduzione del cristianesimo, evidenziò tracce di tradizione orientale e sasanide. La Bulgaria fu il primo Paese slavo a convertirsi al cristianesimo ortodosso; si diffuse quindi nel Paese la pittura di icone, forma espressiva tradizionale bizantina nella quale gli artisti bulgari e, in seguito all’invasione ottomana (1393) e nel tentativo di opporre una sorta di resistenza culturale all’invasore musulmano, inserirono elementi legati alle tradizioni culturali locali e alle tradizioni iconografiche greche.
BULGARIA – MONASTERO DI RILA
Il monastero di Rila è situato a circa 120 km da Sofia. È senz’altro il maggiore e più famoso monastero della Bulgaria. Situato sul monte Rila a 1.147 metri sopra il livello del mare è circondato dai piccoli fiumi Rila e Drušljavica ed è a sole 4 ore a piedi dalla vetta Maliovica. La più alta vetta dei Balcani, Musala (2925 m) si trova a circa 8 ore a piedi dal monastero.
Fu fondato dall’eremita san Giovanni di Rila (876 – 946) nel X secolo, durante il regno di re Petar (927 – 968). San Giovanni di Rila, le cui reliquie sono esposte nella chiesa del santuario, in verità dimorava in una grotta poco distante. Si sa che il monastero fu costruito dai discepoli di Giovanni di Rila, che si erano recati da lui per studiare.
Il monastero era molto rispettato ed ebbe innumerevoli privilegi fin dalla sua costruzione. Il santuario raggiunse il massimo splendore tra il XII e il XIV secolo. Nel XIV secolo la Bulgaria cadde sotto il giogo ottomano ed il monastero venne distrutto. La sua rinascita iniziò a partire dalla fine del XV secolo. Durante il Risorgimento nazionale, nei secoli XVIII e XIX, il monastero fu ricostruito grazie alle offerte, provenienti da ogni parte del paese, donate dai bulgari più facoltosi.
Con le sue alte mura di cinta e le molteplici feritoie, il santuario, almeno esteriormente, assomiglia più ad una fortezza che ad un monastero. Il complesso è composto da un edificio di quattro piani con 300 celle in tutto, un grande cortile, una chiesa e la torre del despota Hrelio. L’opera d’arte di maggior pregio conservata nel monastero è l’iconostasi dorata (cioé la parete divisoria decorata con icone sacre che separa la navata dal presbiterio nelle chiese ortodosse) abbellita con 36 scene bibliche. Le pareti furono affrescate da Zaharij Zograf ed altri pittori. Nella chiesa vi sono molte icone, di epoca risalente tra il XIV e il XIX secolo. L’esterno della chiesa è completamente ricoperto da pregevoli affreschi: era antica credenza che un luogo spoglio fosse un luogo dove potenzialmente il diavolo potesse avere facilmente accesso.
L’entrata del Monastero
Alcuni monaci del Monastero
L’Iconostasi
BULGARIA – SOFIA
Sofia è la capitale e la più grande città della Bulgaria. Si trova nelle immediate vicinanze del versante nord del Monte Vitoša, circondata dalle montagne dei monti Balcani.
Fondata nel VII secolo a.C. Ha avuto molti nomi nel corso della sua storia e i resti della città antica sono visibili ancora oggi. Sofia fu in origine un insediamento dei Traci chiamato Sardica. Venne conquistata dai Romani nel 29 a.C. e divenne la capitale della Dacia. Venne distrutta dagli Unni nel 447. La città fu ricostruita dall’imperatore bizantino Giustiniano I e ribattezzata Triadiza.
Sofia venne conquistata dall’Impero Ottomano nel 1382 e divenne la capitale della provincia turca di Rumelia. Nuovamente conquistata dai Russi nel 1878, divenne la capitale della Bulgaria indipendente nello stesso anno. Durante la seconda guerra mondiale i Russi occuparono nuovamente Sofia e la Bulgaria, deponendo il governo filo-tedesco.
Sullo sfondo il palazzo del Parlamento, nel passato la sede del partito comunista.
Statua di Santa Sofia
La statua di Santa Sofia è il monumento simbolo della capitale bulgara. Costruito nel 2001, il monumento ha rimpiazzato la vecchia statua che raffigurava Vladimir Lenin (meno male!). L’opera, che sfiora gli 8 metri di altezza, è stata realizzata in bronzo e rame dallo scultore bulgaro Georgi Chapkanov. La statua è stata collocata sopra a un piedistallo alto ben 16 metri.
Nella penombra del tramonto si intravede a sinistra la statua di Santa Sofia.
Sullo sfondo una veduta parziale della cattedrale di Santa Domenica, la cattedrale ortodossa della città di Sofia.
Chiesa di San Giorgio
La chiesa di San Giorgio è una chiesa a pianta circolare di epoca paleocristiana edificata a Serdica, nome antico di Sofia in Bulgaria: costruita in laterizio rosso, è considerata il più antico edificio della capitale bulgara.
Costruita nel IV secolo, venne decorata con affreschi nel X secolo e poi ancora nel XII secolo; durante il periodo ottomano fu convertita in moschea. Oggi è utilizzata per il culto cristiano e si trova circondata dai resti dell’antica Serdica e dal palazzo del presidente della Repubblica.
Il cambio della guardia al palazzo presidenziale
Teatro nazionale Ivan Vazov
Il Teatro nazionale Ivan Vazov è un magnifico esempio di architettura del XX secolo. L’edificio, costruito nel 1907 dagli architetti austriaci Ferdinand Fellner e Hermann Helmer, è considerato uno dei simboli di Sofia. Ivan Minčov Vazov è stato un poeta, romanziere, drammaturgo e politico bulgaro.
Chiesa russa ortodossa di San Nicola
La chiesa russa di San Nicola è una chiesa ortodossa russa nel centro di Sofia. La chiesa fu costruita sul sito della Moschea Saray, distrutta nel 1882, dopo la liberazione della Bulgaria da parte della Russia dall’Impero ottomano. Fu la chiesa ufficiale dell’ambasciata russa, che vi si trovava accanto, e della comunità russa a Sofia ai tempi dello Zar Nicola II di Russia.
La sua costruzione iniziò nel 1907 e la chiesa fu consacrata nel 1914. Rimase aperta dopo la Rivoluzione Russa e durante il periodo comunista in Bulgaria (1944-1989), sebbene i sacerdoti e i frequentatori della chiesa fossero attentamente sorvegliati dalla polizia di sicurezza dello Stato.
Chiesa di Alexander Nevski
La chiesa di Aleksandr Nevskij è la più grande di Sofia e la seconda più grande dell’intera penisola balcanica. È alta 45 metri con il campanile, dotato di 12 campane. L’interno della cattedrale è decorato con alabastro e molti altri materiali pregiati. La prima pietra dell’edificio venne posata nel 1882 (anche se i progetti finirono nel 1880), ma i lavori s’interruppero molte volte. La dedica al principe russo Aleksandr Nevskij fu dovuta al fatto che la chiesa era stata eretta per commemorare la morte di 200.000 soldati russi caduti nel corso della guerra russo turca del 1877-78 al termine della quale la Bulgaria aveva ottenuto l’indipendenza.
Veduta dell’interno della chiesa, mentre viene celebrato un matrimonio.
BULGARIA – PLOVDIV
Plovdiv, in italiano Filippopoli è la capitale storica della Tracia e seconda città del paese dopo la capitale Sofia.
È da sempre punto di riferimento di varie culture per le sue articolate e millenarie vicende storiche. È nota per la bellezza del suo centro storico in stile rinascenza bulgara (ovvero il Rinascimento bulgaro di inizio Ottocento), uno dei meglio conservati della nazione. È situata sulle sponde del fiume Marica, nella parte meridionale della piana di Plovdiv. La sua importanza risale all’età antica: capitale, con il nome di Eumolpias, della tribù dei traci Odrisi, nel 341 a.C. fu presa da re Filippo II di Macedonia (padre di Alessandro Magno), che la ribattezzò “Filippopoli”.
I romani insediatisi in Macedonia si impadronirono della città nel 46 d.C., dopo un’aspra battaglia condotta dall’imperatore Claudio. Traiano la restaurò e Marco Aurelio la fece capitale della Tracia romana; cinse di mura i tre colli centrali e da questi denominò la città Trimontium. Essa divenne ben presto splendida e importante, al punto da battere moneta.
Nel 1364 la città fu conquistata dai turchi. Da allora la città conobbe una grande prosperità, grazie ai commerci che si spingevano ben oltre i confini dell’Impero ottomano. In seguito alla seconda guerra mondiale, la Bulgaria entrò nell’orbita dell’Unione Sovietica, ma Plovdiv rimase un centro vitale del movimento democratico, che fece cadere il regime comunista nel 1989.
Salendo verso lacittà alta
Museo Storico
La nostra attenzione viene immediatamente catturata da uno dei pezzi più belli dell’architettura del periodo rinascimentale nella Città Vecchia – la casa di Dimitar Georgiadi, che ospita un esposizione del periodo di rinascita del Museo di Storia Regionale di Plovdiv.
La casa dove si ospitò nel 1833 il poeta francese Alphonse de Lamartine
La Chiesa della Beata Vergine Maria
La chiesa si trova nel centro storico di Plovdiv, su una delle sette colline della città, Nebet Tepe.
Una piccola chiesa esisteva sul sito già nel IX secolo. La chiesa fu rinnovata nel 1186 dal vescovo di Plovdiv Costantino Pantehi e divenne parte di un monastero. Sia la chiesa che il monastero furono distrutti quando i turchi ottomani conquistarono la città nel 1371 nel corso delle guerre bulgaro-ottomane.
L’attuale edificio fu costruito nel 1844 come chiesa principale della città. Era una grande pseudo-basilica a tre navate costruita da artigiani del Bratsigovo, e i primi benefattori (ktitor) erano ricchi mercanti della città di Koprivshtitsa.
Nel 1881, tre anni dopo la liberazione della Bulgaria, l’architetto Josef Schnitter costruì un campanile a tre piani a cupola vicino all’ingresso occidentale della chiesa. Sul campanile c’è un’iscrizione che recita “In memoria dei liberatori” come segno di gratitudine dei cittadini ai soldati russi che hanno liberato la città il 4 gennaio 1878.
Teatro Romano
Il teatro romano di Plovdiv fu eretto a tra il 114 e il 117 nell’allora Filippopoli, sotto Traiano, come risulta da un’iscrizione ivi scoperta. La cavea allo stato originale era in grado di accogliere dai 5.000 sino a 7.000 spettatori. Settori diversi del teatro erano riservati ai distretti in cui era divisa la città. Attualmente della cavea si sono conservate quattordici gradinate, che insieme ai resti della scena e del proscenio testimoniano ancora la ricchezza decorativa dell’edificio. Fu utilizzato per spettacoli teatrali, giochi con gladiatori e spettacoli di caccia. Ancora oggi è usato per opere, concerti musicali e altri eventi culturali.
Arte Murale
Stadio Antico
L’antico stadio di Filippopoli si trova nell’attuale centralissima piazza Džumaja. Solo alla fine del IV secolo, lo stadio cominciò ad essere utilizzato come pista da gara per le corse dei carri, perché l’imperatore Teodosio aveva proibito i giochi atletici. L’antico circo romano poteva ospitare circa 30.000 spettatori e fu uno degli edifici più imponenti e indicativi della fiorente città di Filippopoli. Attualmente solo una piccola parte della struttura è stata riportata alla luce, il resto di essa rimane seppellita sotto il livello della via pedonale principale della città sui lati della quale oggi sorgono gli edifici storici che ospitano i negozi e i bar più rinomati.
Statua di “Milio”
Milio era un uomo popolare, gentile ed eccentrico del non lontano passato di Plovdiv. Conosciuto per essere un “innocuo pazzo”, visse in città negli anni sessanta ed era un famoso pettegolo. La leggenda dice che conosceva i pettegolezzi di tutta la città e li raccontava a tutti quelli che incontrava.
Monumento al soldato sovietico “Alyosha”.
Nei pressi di”Alyosha” si trova anche un memoriale della guerra del 1877-1878: la prima e la seconda liberazione del 1944 venivano quindi commemorate insieme, seguendo puntualmente le indicazioni del regime.
BULGARIA – KAZANLAK
Kazanlak – Festival annuale delle rose
Kazanlak è una città bulgara della provincia di Stara Zagora, situata al centro dell’omonima pianura, ai piedi della catena montuosa dei Balcani. È il centro dell’estrazione dell’olio di rose, una delle industrie più importanti della Bulgaria. A pochi chilometri di distanza si trova la Tomba trace di Kazanlak, uno dei centri archeologici più famosi di tutto il paese.
Tomba trace di Kazanlak
La tomba trace di Kazanlak è una sepoltura costruita in mattoni, situata vicino alla città di Kazanlak, nella Bulgaria centrale.
La tomba fa parte di una grande necropoli di epoca trace. Essa è costituita di uno stretto corridoio e una camera funeraria rotonda, entrambi decorati con murali rappresentanti una coppia trace ad una festa funeraria rituale. Il monumento risale al IV secolo a.C. ed è inserito fin dal 1979 nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
I dipinti murari sono notevoli per la splendida rappresentazione dei cavalli e soprattutto per il gesto di commiato, in cui la coppia seduta si afferra reciprocamente i polsi in un momento di tenerezza. I dipinti sono il capolavoro bulgaro meglio conservato del periodo ellenistico.
La tomba si trova vicino all’antica capitale trace di Seutopoli.
Arrivo al centro archeologico di Kazanlak
L’ingresso della tomba
È costituita da uno stretto corridoio a volta trapezioidale che immette in una camera funeraria rotonda. La tomba fu scoperta per caso da alcuni soldati nel 1944.
BULGARIA – VELIKO TARNOVO
Veliko Tarnovo è stata la capitale della Bulgaria dal 1185 al 1393 (Secondo impero bulgaro) col nome di Tărnovgrad, e di nuovo dal 1878 al 1879, quando la prima Assemblea Nazionale della Bulgaria spostò la capitale a Sofia.
Le prime tracce di insediamenti risalgono ad epoca preistorica e al periodo dei traci, i romani fortificarono la zona (fino al VI secolo), seguirono i bizantini e in seguito slavi e bulgari. Nel 1393 dopo tre mesi di assedio la città venne conquistata dai turchi e rasa al suolo.
In onore del passato della città Ferdinando I scelse la chiesa dei Quaranta Martiri a Veliko Tărnovo come luogo in cui dichiarare la completa indipendenza della Bulgaria (15 ottobre 1908). Nel 1965, la città, chiamata fino a quel momento Tărnovo fu ribattezzata Veliko Tărnovo (Grande Tărnovo).
Veduta parziale della città bassa
Fortezza di Tsaverets
La cittadella Tsarevets è uno dei luoghi più visitati in Bulgaria. Si trova nella città vecchia, sulla collina omonima. Le prime tracce di presenza umana risalgono all’epoca dei Traci, ma fu all’epoca del secondo Impero bulgaro che ha raggiunse il suo massimo sviluppo, diventando capitale del paese e una delle più grandi città d’Europa sud orientale.
La città rafforzò le sue difese con una cittadella i cui resti sono visibili ancora oggi. La parete più lunga misura 100 m., con uno spessore fino a 3,40 m. e un’ altezza superiore a 10 m. Il restauro delle mura iniziò nel 1930 e fu parzialmente completato nel 1981. In cima alla collina si trova la Cattedrale dell’Ascensione del Signore, restaurata nel 1981.
Il viale di accesso alla Fortezza di Tsaverets
Cattedrale dell’Ascensione del Signore
La Cattedrale della Santa Ascensione del Signore è un’antica cattedrale ortodossa orientale nella città di Veliko Tarnovo, nella Bulgaria centro-settentrionale. Situata sulla cima della collina fortificata di Tsarevets, la cattedrale fu sede del patriarca bulgaro, dalla sua costruzione nell’XI-XII secolo alla sua distruzione nel 1393.
Costruita sui resti di una chiesa romana, fu restaurata negli anni 70 e 80. È riccamente decorata sia all’esterno che all’interno. All’interno vi sono esclusivamente affreschi moderni, ma oggi non è più usata come luogo di culto. È aperta ai visitatori dal 1985.
Veduta interna della Cattedrale dell’Ascensione del Signore
Alla fine della visita alla Fortezza, prima di uscire dalle sue mura , nel negozio di souvenir ti fanno una fotografia vestito da Imperatore del Secondo Impero Bulgaro.Tanto per sorridere un po’ ….
Alla fine della giornata torniamo a Veliko Tarnovo ancora in tempo per goderci un po’ di tempo libero in città.
Con questa foto si conclude il viaggio che ci ha portato attraverso la penisola balcanica. Abbiamo visitato città e paesi che rimarranno per sempre nelle nostre memorie. Non mi resta che prepararmi alla prossima avventura!
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