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Alla Scoperta dei Balcani- Parte Prima

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Senza ombra di dubbio uno dei mei viaggi preferiti. 25 giorni per visitare sette paesi in un colpo solo è cosa rara. E che paesi! Slovenia, Croazia, Bosnia, Montenegro, Macedonia, Albania e Bulgaria.

CROAZIA – ZAGABRIA

Zagabria è la capitale e la maggiore città della Croazia. La sua posizione favorevole, nella parte sud-occidentale della pianura della Pannonia, che si estende fino alle Alpi, ai Monti Dinarici, al Mare Adriatico e alle altre regioni della Pannonia, la rendono un punto importante di scambio per il traffico tra l’Europa centrale e l’Adriatico.

La cattedrale di Zagabria

È dedicata all’Assunzione di Maria ed ai due re Stefano I e Ladislao I.

Chiesa di San Marco – La chiesa si trova al centro dell’omonima piazza su cui si affacciano anche il palazzo del parlamento croato (Sabor), il palazzo del Governo (Banski Dvori) e il palazzo della Corte Costituzionale.

Museo delle relazioni interrotte – Il Museo delle relazioni interrotte è dedicato alle storie d’amore terminate. L’esposizione si basa su oggetti personali donati al museo da ex amanti, accompagnati da una breve descrizione. Insolito e molto interessante!

La nostra guida. Bellissima, simpaticissima, preparatissima. Però, quando ci parlava di Tito dava l’impressione di essere ahimè molto … partigiana. Pazienza, nessuno è perfetto. Di proposito ho evitato di chiederle un parere sulle “foibe”.

SLOVENIA – LUBIANA

Lubiana è la capitale e la più grande città della Slovenia. Situata sul fiume Ljubljanica, all’incrocio di importanti direttrici del traffico stradale e ferroviario. La città è sede di un’antica università, di un’Accademia delle Scienze e di numerosi musei, biblioteche e istituti superiori. L’importanza sia economica sia culturale della città ha ricevuto impulso dal nuovo ruolo di capitale che Lubiana ha acquisito con l’indipendenza della Slovenia dalla Iugoslavia (1991). È conosciuta per gli spazi verdi, incluso il Parco Tivoli, il più vasto della città. Lungo le sponde del fiume Ljubljanica si allineano i caffè all’aperto. Il fiume divide la parte vecchia della città dalla zona più commerciale. Lubiana ospita molti musei, tra cui il Museo Nazionale della Slovenia, a carattere storico, e il Museo d’Arte Moderna, che espone dipinti e sculture dell’arte slovena del XX secolo.

Piazza del Congresso, una delle principali della città. In secondo piano l’Università di Lubiana. A sinistra l’Orchestra Filarmonica Slovena.

La Chiesa delle Orsoline della Santissima Trinità. La chiesa fu costruita tra il 1718 e il 1726.

Sul colle in alto la torre del Castello di Lubiana. È una delle attrazioni principali. Dalla Torre panoramica del castello e dalle mura si hanno le più belle viste della città. I locali del castello ospitano l’esposizione museale “La storia slovena”, il Museo delle marionette e diversi locali e allestimenti storici, tra cui la cappella di sv. Jurij, le Carceri e il Castello virtuale. Al Castello, accessibile con la funicolare, si possono visitare anche varie mostre artistiche.

Chiesa francescana dell’Annunciazione

CROAZIA – PLITVICE

Il parco Nazionale dei Laghi di Plitvice si trova a metà strada tra Zagabria, capitale della Croazia e Zara in Dalmazia ed è formato da 16 laghi alimentati dai fiumi Bijela Rijeka e Crna Rijeka (Fiume Bianco e Fiume Nero) e da sorgenti sotterranee, collegati tra loro da una serie di cascate, che si riversano nel fiume Korana.
Nel 1979 sono stati proclamati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e sono visitabili grazie a una rete ben segnata di sentieri e da 18 km di passerelle di legno che danno al tragitto a pelo d’acqua un fascino unico.
Il parco dista 215km da Trieste. Il periodo migliore per visitare i laghi è sicuramente maggio/giugno, quando i laghi sono carichi d’acqua e alberi e fiori nel pieno del loro fulgore.

All’arrivo alla reception del parco, dopo una camminata di circa 1 km troveremo un piazzale con la scelta di proseguire a sinistra o prendere un trenino a destra. Consiglio di proseguire a sinistra a piedi per raggiungere una casupola con l’attracco del traghetto che dopo 100 m ci scaricherà sulla sponda opposta per iniziare la prima parte della visita.

La cartina all’entrata dà un’idea dell’estensione dell’area dei laghi

Gli scenari che si susseguono camminando lungo i sentieri segnati o le passerelle di legno, sono di una bellezza spiazzante. Il colore dell’acqua dei laghi, le cascate, sono di incredibile bellezza.

Traversata con il battello

Paesaggio e colori meravigliosi

Uno dei diversi sentieri percorsi. La passeggiata è durata un paio d’ore.

Ad ogni percorso c’è qualcosa di nuovo da vedere, un torrente, una cascata o una cascatella, un lago turchese, la natura qui dà il meglio di sé.

CROAZIA – ZARA

Zara è una città della Croazia che si trova nella Dalmazia centrale lungo il Medio Adriatico. Si affaccia sulle isole di Ugliano e Pasmano, dalle quali è separata dallo stretto di Zara. Capitale storica della Dalmazia, pur essendo stata da tempo superata da Spalato per numero di residenti. Per secoli Zara fu una delle città più importanti della Repubblica di Venezia, di cui fece parte dall’anno mille fino alla sua caduta, che avvenne nel 1797. Dopo una breve parentesi napoleonica fu dominata dagli austriaci fino ai primi del Novecento, divenendo capitale del Regno di Dalmazia. In seguito alla prima guerra mondiale la città divenne un’exclave italiana, capoluogo della provincia di Zara, circondata dalla Dalmazia jugoslava.

Il 15 aprile 1941, dopo l’invasione della Jugoslavia, la Dalmazia fu occupata dal Regio Esercito italiano. Un mese dopo Spalato venne annessa assieme a Cattaro al nuovo Governatorato della Dalmazia. Zara divenne suo capoluogo, costituito dalle province di Zara stessa , Spalato e Cattaro, all’estremo sud della regione.

La Cattedrale di Santa Anastasia

Il famoso Organo Marino

L’organo marino di Zara è stato aperto al pubblico il 15 aprile 2005. È un’opera d’arte architettonica e musicale realizzata su progetto dell’architetto Nikola Basic che si trova sull’angolo nord-occidentale della banchina che circonda il centro storico. Si tratta di un organo, strutturalmente simile a una scala digradante verso il mare, formato da 35 canne d’organo di diversa inclinazione, forma e lunghezza. Grazie al moto ondoso dell’acqua marina queste canne producono suoni continuamente diversi, modulati secondo sette accordi e cinque tonalità.

Saluto al Sole

Ma, il racconto delle bellezze particolari di Zadar non si ferma qui. Il maestoso Saluto al Sole , pure opera di Nikola Basic, è un’altra conferma che il patrimonio culturale a Zadar continua a svilupparsi. All’Organo Marino  si è associato il Saluto al Sole che si trova nella sua immediata vicinanza. Si tratta di un’altra opera dell’arte contemporanea – una superficie piatta pavimentata con pannelli solari in vetro da cui è possibile vedere alcuni dei più belli tramonti del mondo. Inoltre, i pianeti del sistema solare sono installati vicino al Saluto al Sole e sono realizzati nella dimensione proporzionale rispetto al sole.

A sinistra in basso, una parziale veduta del portico dell’entrata alla città vecchia. Si intravede il Leone di San Marco.

CROAZIA – SEBENICO

Sebenico è la più antica città fondata dai croati sulla costa adriatica. Nel 1412 Sebenico entrò nei “Domini da Mar” della Repubblica di Venezia, rimanendoci fino alla sua caduta, che avvenne nel 1797. Dopo la caduta della Repubblica di Venezia Sebenico entrò a far parte dell’Impero austriaco in seguito al trattato di Campoformio, che venne firmato nel 1797, rimanendoci, salvo un’interruzione dovuta alla dominazione francese durante l’epoca napoleonica, che in questa zona perdurò dal 1805 al 1813, fino alla fine della Prima guerra mondiale (1918), dopo di cui entrò a far parte del Regno di Jugoslavia. Nel 1941, durante l’invasione della Jugoslavia, Sebenico fu occupata militarmente, così come tutta la Dalmazia, dalle truppe italiane del Regio Esercito, per poi venire inquadrata nel Regno d’Italia all’interno della provincia di Zara. Dopo la Seconda guerra mondiale, Sebenico è tornata alla Jugoslavia per poi passare, in seguito alla dissoluzione di quest’ultima, alla moderna Croazia.

La cartina di Sebenico

Sullo sfondo la Chiesa del Santo Spirito

A lato della cattedrale si trova la Loggia Grande, sede del consiglio comunale in epoca veneziana, originariamente costruita tra il 1533 e il 1546 da Michele Sammicheli, ma ricostruita fedelmente dopo la distruzione nel 1943 che avvenne in seguito a un bombardamento.

Cattedrale di San Giacomo –  La costruzione della cattedrale di San Giacomo venne iniziata nel 1431 su un edificio preesistente. La sua edificazione venne affidata a Giorgio Orsini. Realizzata con pietre provenienti dalle isole di Brazza, Curzola, Arbe e Veglia, fu terminata nel 1536 da Niccolò Fiorentino.

CROAZIA – TRAÙ

Traù è stata fondata con il nome di Tragurion nel III secolo a.C. dagli antichi Greci della stirpe ellenica dei Dori, provenienti dall’isola Lissa, a sua volta originari di Syrakousai (la moderna Siracusa). Durante l’epoca romana Tragurium (nome latino di Traù) si trasformò in un importante porto anche grazie alla presenza di cave di marmo di qualità, che si trovavano nelle vicinanze del città.

La cattedrale di San Lorenzo a Traù, realizzata in tipico stile veneziano. 

La cattedrale di San Lorenzo è stata costruita sulle fondamenta di una precedente cattedrale paleocristiana distrutta dai Saraceni nel 1123 durante il sacco di Traù. I lavori di costruzione dell’attuale edificio iniziarono nel 1213 e terminarono nel XVII secolo. La cattedrale è dedicata a san Lorenzo, ma è nota per la devozione anche a san Giovanni da Traù. La maggior parte della costruzione è in stile romanico, mentre l’interno della volta, costruita nel XV secolo, è in stile gotico.

Ingresso della Cattedrale di San Lorenzo

Ingresso Cattedrale di San Lorenzo – Portale romanico – L’architetto e maestro Radovan ha lavorato sulla porta del portale della cattedrale. La maggior parte del portale è stato scolpito dal maestro stesso. A dominare il portale sono le statue di Adamo ed Eva: i nostri peccaminosi antenati sono posti sul dorso di due leoni.

Palazzo del Comune – L’aspetto attuale risale alla fine del secolo scorso, quando fu parzialmente rinnovato. Nel Palazzo risiedeva il Rettore e vi si tenevano le sedute del Grande e Piccolo Consiglio; nel XVII secolo fu adattato a teatro.

Loggia e Torre dell’orologio

La loggia si trova di fronte alla cattedrale ed oggi è l’aula del tribunale. La loggia è dominata dal rilievo allegorico della Giustizia, opera di Nicola Fiorentino e dalla figura del vescovo croato Petar Berislavic, opera del grande scultore Ivan Mestrovic. Accanto alla loggia sorge la Torre dell’Orologio costruita sulla chiesetta votiva di San Sebastiano, invocato a proteggere i fedeli dalla peste che spesso colpì la città.

Lungomare, chiamato “Riva” in lingua croata.

La Torre del Castello del Camerlengo – Il Castello del Camerlengo è una fortezza realizzata dalla Repubblica di Venezia per difendere la città dagli attacchi degli ottomani. È stato realizzato a metà del XV secolo come ampliamento della Torre della Veriga, a sua volta edificata nel tardo XIV secolo.

Il Castello del Camerlengo

CROAZIA – SPALATO

Spalato fu fondata dai Greci con il nome di Issa (la moderna Lissa) intorno al III-II secolo a.C. Nel 293 d.C. l’imperatore romano Diocleziano, il cui “Principato” durò dal 284 d.C. al 305 d.C., decise di iniziare la costruzione del suo Palazzo dove poi si sarebbe ritirato a vita privata. Vi visse dal 305 fino alla morte, avvenuta nel 313. Il palazzo oggi è il centro storico della città di Spalato e numerose parti di esso sono state riusate nei secoli, permettendo la loro conservazione, seppure con le inevitabili manomissioni stratificate, fino ai giorni nostri come il mausoleo ottagonale dell’imperatore che è diventato l’attuale Duomo in epoca costantiniana.

Una fedele ricostruzione del Palazzo di Diocleziano

Il palazzo, una sorta di grande villa fortificata, si presentava come una struttura autonoma, cittadella dedicata alla figura sacra dell’imperatore, per il quale esisteva già un mausoleo. Strutturata con la pianta tipica degli accampamenti militari romani: due strade perpendicolari, il cardo ed il decumanus, che si intersecano e dalle quali si dipartono numerose vie trasversali perpendicolari a scacchiera, aveva una forma leggermente trapezoidale (il lato sud era leggermente irregolare per il declivio del terreno verso il mare), con un lato affacciato sul mare e quattro poderose torri quadrate agli angoli e il numero di colonne sono 50.

Una sezione delle mura vista dalla strada del lungomare

Parte del Palazzo visto dall’interno

Ci sono pure i soldati romani …

Io di fianco all’Imperatore …

Sullo sfondo il campanile e alla sua destra la Cattedrale ottagonale di San Doimo.

Doimo è stato un vescovo romano; fu vescovo di Salona, in Dalmazia. Salona era una grande città romana, nei pressi di Spalato. Il vescovo subì il martirio con sette altri cristiani nelle persecuzioni dell’imperatore Diocleziano: fu decapitato nel 304.

La Cattedrale si trova nell’edificio certamente più antico del Palazzo – il mausoleo ottagonale dell’imperatore Diocleziano. Il campanile della cattedrale (57m) è la più originale costruzione dalmata medievale, iniziata nel XIII secolo. Tra il XIX ed il XX secolo il campanile fu completamente restaurato e molto modificato.

BOSNIA-ERZEGOVINA

La Bosnia-Erzegovina è uno Stato situato nei Balcani occidentali, confina con la Serbia ad est, il Montenegro a sud-est e con la Croazia a nord e ad ovest. La sua capitale è Sarajevo. Fino all’aprile del 1992 faceva parte della Jugoslavia. La conquista ottomana segnò una nuova era nella storia bosniaca introducendo cambiamenti radicali nel panorama politico e culturale della regione, che venne assorbita dall’Impero ottomano. In tempi moderni la guerra in Bosnia ed Erzegovina si inserisce all’interno delle guerre jugoslave svoltesi tra il 1991 e il 2001 e vide il coinvolgimento dei tre principali gruppi nazionali: serbi, croati e bosgnacchi.

BOSNIA – MOSTAR

Quando si parla dei Paesi dell’ex Jugoslavia e si nomina Mostar, a tutti viene in mente lo Stari Most, il Ponte Vecchio del XVI secolo distrutto durante la guerra tra i croati ed i bosniaci nel 1993 che venne poi ricostruito nel 2004 ed entrò a far parte dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. Un viaggio a Mostar però non può limitarsi a qualche foto al ponte e ad una passeggiatina nel centro storico rimesso a nuovo.
La città più importante dell’Erzegovina possiede moschee, chiese cattoliche ed ortodosse, edifici, piazze ed angoli nascosti che meritano una visita. 

Stari Most (Ponte Vecchio). Lo Stari Most è il simbolo indiscusso della città. Costruito nel XV secolo, esso unisce le due parti di Mostar divise dal fiume Narenta e si presenta con una struttura a schiena d’asino. Largo 4 metri e lungo 30, questo ponte ottomano ha un’altezza di ben 24 metri ed è protetto da due torri (Helebija e Tara) chiamate mostari, ossia “custodi del ponte”.

La Moschea di Koski Mehmed-Pasha.  La sua cupola di color celeste risulta inconfondibile dallo Stari Most, soprattutto di notte, quando è ben illuminata.

Moschea di Koski Mehmed-Pasha

Moschea di Koski Mehmed-Pasha

Casa turca Kajtaz – La più vecchia casa turca di Mostar era una volta la sezione dell’harem di una più grande fattoria costruita per un giudice turco del XVI secolo. Pieno di manufatti originali, appartiene ancora ai discendenti della famiglia originale ma è ora sotto la protezione dell’Unesco. 

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BOSNIA – SARAJEVO

Sarajevo è la capitale della Bosnia-Erzegovina. È localizzata qualche chilometro ad est della sorgente del fiume Bosnia. Un piccolo fiume di nome Miljacka divide la città in due parti. L’antico cuore della città si trova in una ampia valle che ha una forma naturale di anfiteatro. Il suo momento di massima crescita si ebbe agli inizi degli anni ottanta quando venne nominata città ospitante dei giochi olimpici invernali del 1984. In un certo senso è una città mitica per causa della sua storia. Tuttavia, di questa storia oggi rimane ben poco. Fu proprio a Sarajevo che fu assassinato l’Arciduca Francesco Ferdinando, episodio che diede inizio alla Prima guerra mondiale. Anche l’ultima guerra combattuta in Bosnia ha lasciato tracce ancora molto visibili. Il 6 aprile 1992 Sarajevo venne accerchiata dalle forze serbe. La città resistette eroicamente all’assedio, il più lungo assedio militare avvenuto in Europa dopo quello di Stalingrado. La guerra, che è durata fino all’ottobre del 1995, ha portato distruzione su larga scala e una fortissima percentuale di emigrazione.

Ponte Latino – Esattamente sull’angolo dell’edificio dove c’è il Museo, Gavrilo Princip uccise l’Arciduca Ferdinando e sua moglie Sofia.

L’Arciduca Ferdinando all’arrivo a Sarajevo

L’Arciduca e sua moglie pochi minuti prima del mortale attentato.

Il Ponte Latino

Ponte Latino – Sull’angolo a sinistra avvenne l’attentato

Il Museo dell’attentato

Le foto dell’arresto e del processo all’attentatore Gavrilo Princip

La lapide con la data dell’attentato

Il Municipio

A sinistra il Municipio

La guida locale parla dell’assedio alla città

Entrata del Museo del Tunnel di Sarajevo

Durante l’assedio di Sarajevo fu costruito dagli assediati bosniaci il tunnel di Sarajevo, con lo scopo di collegare la città di Sarajevo, che era stata interamente isolata e circondata dalle forze serbe, con un’altra e molto più estesa parte del territorio bosniaco, passando al di sotto dell’area neutrale dell’aeroporto istituita dalle Nazioni Unite. A partire dal gennaio 1993, fu scavato il tunnel di Sarajevo da parte di volontari bosniaci che lavoravano a turni di 8 ore. La galleria fu completata a metà del 1993, il che permise alle riserve alimentari e agli aiuti umanitari di raggiungere la città, e alla popolazione di fuggire. Il tunnel fu una delle principali vie per oltrepassare l’embargo internazionale di armi e per fornire ai combattenti nella città le armi necessarie. In effetti, si è spesso detto che il tunnel abbia salvato Sarajevo. l tunnel era alto 1,60 mt. con larghezza media di circa 0,80 m, e si estendeva per circa 800 metri di lunghezza.

Residuati bellici inesplosi

Il Tunnel

BOSNIA-ERZEGOVINA – MEDJUGORJE

Medjugorje è una piccola località del comune di Čitluk, oggi parte del cantone dell’Erzegovina-Narenta. La città è situata nella regione storico-geografica dell’Erzegovina. Il paese si trova a un’altitudine di circa 200 metri sopra il livello del mare ed è situato alla base di due colline, il Križevac e il Podbrdo (il nome Međugorje significa proprio “tra le montagne”). I suoi cittadini sono prevalentemente di etnia croata e la religione professata dagli abitanti è quella cattolica. Il suo patrono è san Giacomo.

Medjugorje è divenuta celebre a partire dal 24 giugno 1981, quando alcuni ragazzi residenti nel posto di età allora compresa tra 10 e 16 anni affermarono di vedere ciclicamente (una volta al mese) apparizioni della Vergine Maria sulla collina del Podbrdo. Si sarebbe presentata loro con il titolo di “Regina della Pace” (Kraljica Mira), confidando messaggi e prescrizioni varie. Nel corso dei decenni Medjugorje è così divenuta una delle più celebri mete di pellegrinaggi religiosi.

La posizione della Chiesa cattolica su tali fatti rimane quella sintetizzata nel 2007 dal cardinale Tarcisio Bertone: «Tutto è rinviato alla dichiarazione di Zara del 1991, che lascia la porta aperta a future indagini.» Papa Francesco in effetti si è espresso contro. Molti infatti sono i dubbi al riguardo dei 5 ragazzi che tutti i mesi avrebbero continuato a ricevere le apparizioni della Vergine. Oggi ormai adulti, vengono chiamati i “Veggenti di Medjugorje”.

La Chiesa di San Giacomo venne ultimata e benedetta il 19 Gennaio 1969. L’altare esterno, costruito nel 1989, con oltre 5.000 posti a sedere, viene utilizzato principalmente nel periodo estivo per le celebrazioni liturgiche serali e per i grandi raduni come l’annuale Festival dei giovani.

Dietro la chiesa è stato realizzato un bel viale alberato, chiamato Via Domini. Lungo questo viale troviamo le formelle dei misteri luminosi del santo Rosario per giungere poi a uno spazio di preghiera, di silenzio e raccoglimento sormontato da una grande scultura in bronzo del Cristo Risorto realizzata dallo scultore sloveno Andrija Ajdic nel 1998 e da questi donata al Santuario di Medjugorje.

La Croce Blu – La “Croce Blu” indica il nome di una località, ai piedi della collina delle apparizioni, dove è stato creato un angolo per la preghiera in cui è stato collocata una croce di colore blu. Essendo facile da raggiungere, è un luogo di preghiera ideale per a coloro che, a causa del proprio stato fisico, non possono salire fin sopra la collina.

Nel piazzale si erge dal 1987 una statua bianca della Regina della Pace, realizzata dall’artista italiano Dino Felici in marmo di Carrara, diventata uno dei simboli del santuario.

BOSNIA – POCITELJ

Passata Medjugorje, superando poi il fiume Neretva, incontriamo quasi improvvisamente sulla nostra sinistra un antico e pittoresco borgo, testimonianza viva della dominanza turca: l’antica Moschea del 1563, la scuola coranica, del 1664 (che prima della guerra ospitava un albergo molto raffinato), il bagno turco, le case eleganti costruite dai notabili musulmani del diciottesimo secolo. Uno spettacolo straordinario nel cuore dell’Erzegovina, che nell’agosto del 1993, le truppe dell’HVO, l’esercito croato hanno in parte distrutto. La pulizia etnica ha fatto il resto. Ciononostante l’antico borgo mantiene inalterato il proprio fascino ed oggi anche grazie all’avanzata ricostruzione sta recuperando il suo antico splendore.

Fortezza di Pocitelj

Fu costruita tra il XIV ed il XVII secolo, ma i lavori furono interrotti varie volte.

Verso la fine del XIV secolo aveva soltanto una semplice torre con una piccola corte, che fu aumentata e rinforzata nella seconda metà del XV secolo per resistere all’invasione degli Ottomani.

Un po’ prima del 1698 quando gli Ottomani ormai si erano impossessati della regione, essa fu da loro considerevolmente aumentata e rinforzata. Durante la guerra, tra il 1992 ed il 1996, fu la sola costruzione a non aver subito danni seri.

Moschea Chicman Ibrahim Pacha o anche Hadj Alija

La moschea Chicman Ibrahim Pacha fu costruita nel 1563 da Hadj Alija. La cupola della moschea è conosciuta per la sua notevole acustica. Fu restaurata negli anni 70, ma gravemente danneggiata durante la guerra in Bosnia nel 1993. Fu restaurata di nuovo nel 2002.

Visitando la Fortezza

CROAZIA – RAGUSA-DUBROVNIK

Dopo aver lasciato la Bosnia proseguiamo verso la prossima tappa del nostro viaggio, Dubrovnik. Si tratta di un autentico gioiello, non solo della Croazia, ma di tutte le località che si affacciano sul Mare Adriatico. Ci sono stato diverse volte e per me, tra tutte le città che ho visitato in giro per il mondo, questa è una delle più affascinanti. La città vecchia è un incanto e se volete tornare indietro nel tempo per capire quanto fosse potente la “Serenissima Repubblica di Venezia”, ebbene Dubrovnik è il posto giusto.

Dubrovnik conosciuta anche come la Perla dell’Adriatico è la città più meridionale della Croazia e anche la più famosa, meta di crociere (purtroppo) e visite durante tutto l’anno, non solo nel periodo estivo. Ogni angolo, vicolo e stradina di questa bellissima città nasconde un tesoro e tra le mura della città vecchi si respira la Storia.

Dubrovnik è circondata da 1940 m di mura medievali che si sono conservate nei secoli nella loro forma originaria. Le mura, simbolo della città, sono aperte ai visitatori e, insieme alla città, sono protette dall’UNESCO dal 1979.

È protetta dalla bora dal monte Srd e dallo scirocco dall’isola di Lokrum. Insieme ai laghi di Plitvice è una delle maggiori attrazioni della Croazia, fermata obbligata per le maggiori navi crociera che solcano il Mediterraneo.
Il territorio intorno alla città vecchia è coperto da una rigogliosa vegetazione mediterranea, numerosi giardini e arboreti, colture di limoni e aranci – piante tropicali e subtropicali portate nei secoli dai marinai di ritorno dai loro viaggi.

Parte delle mura viste dall’esterno

La famosa “Porta Pile”

La discesa porta all’entrata di cui si intravede a sinistra in basso parte dell’arco

La Grande Fontana d’Onofrio si trova al centro della piccola piazza dopo l’ingresso da Porta Pile. È stata costruita nel 1438 dal costruttore napoletano Onofrio Giordano, noto anche come Onofrio della Cava, con cui la Repubblica di Venezia aveva stipulato un contratto per la costruzione dell’acquedotto cittadino. Onofrio portò in città l’acqua della sorgente Sumet, distante dodici chilometri dalla città, da cui nasce il fiume Ombla.
La fontana fu gravemente danneggiata nel terremoto del 1667, e l’aspetto attuale è una ricostruzione del volume architettonico. Si sono conservati solo i sedici rilievi dei mascheroni, dalle cui bocche scorreva l’acqua.

La Piccola Fontana d’Onofrio

Lo “Stradun”

Il famoso Stradun di Dubrovnik, chiamato in realtà Placa, è il luogo di passeggio preferito di ogni abitante di Dubrovnik, specialmente dei giovani, e dei turisti da ogni parte del mondo. È la via centrale ed è di per sè un’attrazione turistica.

A sinistra la Chiesa di San Salvatore ed il Monastero dei Francescani. Si trovano all’inizio dello “Stradun”

Palazzo Sponza

Palazzo Sponza, uno dei pochissimi edifici ad aver resistito al terremoto del 1667, è un perfetto mix tra architettura gotica e design rinascimentale. Costruito inizialmente come ufficio della dogana, nel corso degli anni l’edificio è stato utilizzato anche come Zecca di stato, tesoreria e banca. Oggi, la struttura ospita la sala del memoriale dedicata alla Guerra di indipendenza croata ed è spesso adibita a sala per esposizioni e altri eventi.

Veduta laterale della Cattedrale dell’Assunzione di Maria

Dubrovnik di notte, illuminata, è un incanto!

La Chiesa di San Biagio

Le mura di Dubrovnik

Le mura di Dubrovnik che circondano e proteggono la città vennero costruite a partire dal XII secolo. Sono lunghe 1940 m e larghe da 4 a 6 metri nel tratto verso la terraferma e da 1,5 a 3 m nella parte rivolta verso il mare, e sono alte fino a 25 m in alcuni punti. Ci sono poi 3 torri rotonde, 12 torri quadrangolari, 5 bastioni, 2 fortezze angolari e la splendida fortezza di San Giovanni o Sveti Ivan. La visita alle mura di Dubrovnik inizia dalla torre di Porta Pile, raggiungibile con una scalinata che parte dalla chiesa di San Salvatore.

Parte della città vista dalle mura

Vista della città dall’alto del Monte Srd, in italiano Monte Sergio, raggiungibile con una funivia.

La funivia di Dubrovnik sale sul Monte Srđ in meno di quattro minuti partendo da una stazione situata immediatamente a nord delle mura cittadine. Dalla stazione di arrivo, posta a un’altezza di 405 m, si gode un magnifico panorama sui tetti in cotto della città fino all’Isola di Lokrum, con lo sfondo del mare e le lontane Isole Elafiti che si stagliano all’orizzonte.

La Croce Bianca sul Monte Srd, distrutta durante la guerra 1991-95 e che è stata ricostruita.

MONTENEGRO 

Il Montenegro è uno Stato della penisola balcanica che si affaccia sul mare Adriatico. Confina con la Serbia a nord-est, la Croazia ad ovest, la Bosnia ed Erzegovina a nord-ovest, il Kosovo (territorio conteso) ad est e l’Albania a sud-est.

Fino al 2 giugno 2006 la Repubblica del Montenegro è stata unita alla Repubblica di Serbia con il nome di Serbia e Montenegro. Dal 3 giugno 2006 il Montenegro è diventato uno Stato indipendente, proclamato a seguito del referendum sull’indipendenza del 21 maggio precedente.

La capitale è Podgorica (durante la Jugoslavia Titograd; letteralmente città di Tito).

Il nome fa riferimento al colore scuro e intenso delle foreste che un tempo coprivano le Alpi Dinariche, così come era possibile vederle dal mare.

MONTENEGRO – BOCCHE DI CATTARO

Bocche di Cattaro

Caratterizzate da profondi bacini perfettamente riparati dal mare aperto, le bocche di Cattaro costituiscono uno dei migliori porti naturali del mar Mediterraneo. Grazie a questa caratteristica, unitamente alla facile difendibilità, furono un importante punto strategico illirico, greco e quindi romano e bizantino.

Per 3 secoli la Repubblica di Venezia e poi l’Impero Austro-ungarico hanno costituito una munitissima quanto inespugnata base navale militare. Cattaro era il capoluogo dell’Albania Veneta considerata dal punto di vsita strategico un punto importantissimo per il controllo dell’Adriatico e per contrastare l’espansione ottomana.

MONTENEGRO – CATTARO

Cattaro

La città si specchia nelle Bocche di Cattaro, un’articolata serie di profondi bacini perfettamente riparati dal mare aperto, che costituiscono il più grande porto naturale del mar Adriatico e che ricordano vagamente, per il loro profilo frastagliato, i fiordi norvegesi. Le Bocche di Cattaro, assieme a Cattaro stessa, garantiscono alla regione un afflusso turistico in costante aumento. Alle loro spalle sono presenti le Alpi Dinariche, catena montuosa che si sviluppa dal Carso italiano al Kosovo.

Tra il 1420 e il 1797 Cattaro e la regione circostante appartennero alla Repubblica di Venezia. Nell’aprile 1941, in seguito alla conquista militare della Dalmazia jugoslava durante la seconda guerra mondiale, Cattaro, il suo entroterra (circa 600 km²) e l’isolotto albanese di Saseno (già parte della provincia italiana di Zara) vennero annessi all’Italia.

Occupata dai tedeschi dopo il proclama Badoglio dell’8 settembre 1943, a guerra terminata Cattaro fu riunita alla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia di Tito quale parte della Repubblica Socialista del Montenegro. Il 15 aprile 1979 un altro terremoto danneggiò la città, che venne prontamente restaurata.

Arrivo a Cattaro. Come sempre molta folla.

Alle mie spalle parte delle mura della città e l’entrata principale, la Porta del Mare.

Le fortificazioni di Cattaro includono mura, torri, cittadelle, porte, bastioni, forti, cisterne, un castello, e altri edifici e strutture. Tutto il sistema difensivo è il risultato di secoli di architettura militare delle potenze di Illiria, Bisanzio, Venezia e Austria.

La Porta del Mare

La Porta del Mare è una delle porte di accesso alla città vecchia di Cattaro, una delle più belle della costa dalmata. Delle tre porte è quella più monumentale, più imponente e maestosa e, come dice il nome, si affaccia proprio sul mare. O meglio, si trova proprio di fronte al punto di approdo delle navi da crociera, dalle quali scendono orde di turisti che passano inevitabilmente tutti di qui per entrare, appunto, nella città vecchia.

La porta, così come le mura, risale all’epoca della dominazione veneziana. Di fianco alla porta, sul lato destro arrivando dal mare, c’è un bel leone di San Marco che tiene in mano un libro, il Vangelo, aperto alla pagina con la celebre dicitura “Pax tibi Marce Evangelista Meus”.

La Serenissima disponeva di due bandiere raffiguranti il Leone di San Marco, una usata in tempi di pace, con il Vangelo aperto, mentre in tempi di guerra era usata quella con il Vangelo chiuso. Sopra il portone, c’è incisa una data, 21 novembre 1944 con una stella (di Tito) per ricordare la liberazione dai tedeschi.

Un’altra bella veduta della Porta del Mare

Alle mie spalle il Leone di San Marco

Il Leone di San Marco

La Piazza d’Armi

La più grande piazza della città ospita la Torre dell’Orologio, il Palazzo Ducale, l’edificio dell’Arsenale, il teatro di Napoleone e la torre della guardia cittadina. II nome Piazza d’Armi è dovuto al fatto che proprio qui, al tempo del governo veneto, si trovava il luogo adibito alla riparazione e al deposito delle armi.

La Piazza d’Armi

 

Cattedrale di San Trifone

Trifone (Lampsaco, 232 – Nicea, 2 febbraio 250) è stato un giovane greco di fede cristiana che subì il martirio al tempo della persecuzione dell’imperatore Decio (249-251).

I lavori per costruzione della cattedrale di Cattaro hanno avuto inizio nel 1124. I lavori si sono conclusi il 19 giugno 1166, quando la chiesa, in stile romanico con elementi di architettura bizantina, è stata solennemente consacrata. La chiesa è stata gravemente danneggiata e ricostruita dopo il terremoto del 1667, nel quale sono andati perduti la facciata ed i campanili originali. Un altro forte terremoto nell’aprile 1979 ha notevolmente danneggiato l’edificio, successivamente sottoposto a restauro. Durante la ristrutturazione sono stati introdotti elementi di architettura e decorazione d’interni, nello spirito e gusto del tempo in cui sono eseguiti.

Interno della Cattedrale di San Trifone

La chiesa di San Luca

È una costruzione romanica, dalle dimensioni modeste e armoniose. L’interno è a navata unica, suddivisa in tre arcate e con una bassa cupola poggiante su una base quadrata.

Particolare dell’interno della Chiesa di San Luca

Chiesa di San Nicola

Se non altro per ragioni storiche, qui apro una parentesi sulla Principessa Elena del Montenegro che andò in sposa al Re d’Italia Vittorio Emanuele III, divenendo quindi Regina d’Italia.

Nacque a Cettigne, all’epoca capitale del Principato del Montenegro. Figlia del futuro re del Montenegro Nicola I.

Elena crebbe schiva e riservata ma anche piuttosto caparbia, molti ricordano che era ben difficile farle cambiare idea. Molto attaccata alle tradizioni, di animo sensibile e una mente vivace e curiosa, era dotata di un forte amore per la natura: il suo fiore preferito era il ciclamino.

Studiò nel collegio Smol’nyj di Pietroburgo, frequentò la casa reale russa e collaborò con la rivista letteraria russa Nedelja pubblicando poesie. Era una donna molto alta (180 cm).

Il matrimonio con Vittorio Emanuele III fu celebrato il 24 ottobre 1896: la cerimonia civile si tenne al Quirinale, quella religiosa nella Basilica romana Santa Maria degli Angeli alla quale la madre di Elena non partecipò perché ortodossa osservante.

La Regina Elena

La Regina Elena con il Re Vittorio Emanuele III

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